Mou e il fantasma di Calciopoli Della Valle: «Rosetti scandaloso»

Celebrazioni per la vittoria di Champions ridotte all’osso perché José Mourinho ci ha messo il carico: «Fiorentina-Milan? Io abbasso i toni, ma abbassando i toni avete creato Calciopoli. E io mi vergognavo di dare da mangiare ai miei figli col calcio quando ho saputo di Calciopoli». Al tecnico interista basta poco, insomma, per far rialzare la tensione. «Meglio non fare commenti su quanto avviene sugli altri campi», la prudenza del vicepresidente Angelo Mario Moratti, che ha ripreso la linea tracciata dal padre: «Vittoria importante - parole di Massimo Moratti -, non solo per la Champions ma anche per tutto il resto».
A Londra saranno pure molto british ma l’hanno presa malissimo. «Chelsea furioso con l’arbitro», scrive il Sun che crocefigge Mejuto Gonzalez e titola «Blue Murder», omicidio blu. Ci sono anche elogi per José Mourinho, definito dal Daily Mirror So special e Special 2-1, e anche tanta preoccupazione per il problema muscolare che terrà lontano dal campo per un mese Petr Cech.
Da noi però tiene banco soprattutto la bordata finale di Mourinho: «Sono arrivato onesto, me ne andrò onesto, non mi cambierete», letta come accusa contro il sistema Italia e i fantasmi di Calciopoli, nervo scoperto delicatissimo, frase che potrebbe far saltare sulla sedia la Procura federale che si muove autonomamente, legge i giornali, vede la tv e ascolta la radio. In ballo l’articolo 1, dichiarazioni lesive e antisportive, potrebbe scattare un deferimento alla Commissione disciplinare. In genere si traduce in una ammenda, ma può arrivare anche a una squalifica. Sarebbe un ulteriore accanimento, José non ne voleva parlare: «Altrimenti mi prendo altre tre giornate». Di sicuro non aiuta il ricorso che l’Inter sta preparando proprio per la riduzione della sua squalifica, oltre a quelle di Muntari e Cambiasso.
Il Milan invece sta tra due fuochi, le frecciate di Mou e la Fiorentina all’attacco di Collina. Rossoneri costretti a difendersi, dunque, dagli artigli di Mourinho e dai lamenti legittimi dei fiorentini, di Andrea Della Valle l’affondo perentorio nei confronti di arbitro, Rosetti, e designatore, Collina. La linea editoriale del club berlusconiano è quella dei giorni scorsi. «Abbassare i toni» fu la parola d’ordine di Adriano Galliani dopo l’incendiario sabato di Inter-Samp. Ed è rimasto fedele a quell’invito che vuole addirittura trasformare in una proposta per i presidenti di serie A da avanzare nell’assemblea di martedì prossimo, a Milano. «Florentino Perez mi ha riferito del gentleman agreement raggiunto in Spagna: i presidenti dei club hanno deciso di non parlare più di arbitri, non serve a niente. Se lo fanno in Spagna possiamo farlo anche noi in Italia» è l’idea del vice Berlusconi deciso anche a non inseguire Mourinho sulla strada del botta e risposta.
«Meglio dedicare tutte le energie all’Atalanta» è il pensiero di Leonardo, in questo caso perfettamente condiviso dalla società. Non solo: ma un’altra differenza rispetto all’Inter viene sbandierata con qualche orgoglio in via Turati. Mai negare l’evidenza, mai occuparsi dei rigori altrui. Sarebbe facile, dopo il Chelsea, puntare il dito su Mejuto Gonzalez: zero commenti. Anzi. Di Christian Abbiati, il portiere protagonista di almeno un paio di prodezze, l’ultima confessione sul rigore negato alla Fiorentina: «L’arbitro poteva darlo».
L’attacco portato dalla Fiorentina invece è frontale e forse anche senza precedenti. Andrea Della Valle ha preso la parola chiarendo che ogni parola è condivisa da Diego, suo fratello. «Quello che ho visto ieri è scandaloso e pensavo di averle viste tutte col Bayern» il primo fendente. Seguito da molti altri. «Niente di personale contro Rosetti, che è una brava persona, ma forse non era sereno e non doveva essere mandato a Firenze. Se non arbitra più la Roma ci saranno buoni motivi. Ecco: potrebbe essere lo stesso per la Fiorentina» la scomunica nei confronti del fischietto torinese.
Neanche Collina è uscito meglio. «Lui fa parte della commissione tecnica dell’Uefa, non ha detto una sola parola sull’argomento» il rilievo ingeneroso nei confronti del designatore. L’avesse fatto, avrebbe perso il posto. Come si può notare neanche un riferimento, velato magari, agli episodi di segno positivo contro Bari e Livorno. Ma questo è un classico.