Mou :«Italia senza rispetto per i tecnici stranieri». Ma impari la storia....

Il solito piagnisteo del tecnico dell'Inter:«In Inghilterra ti apprezzano, qui non ti ritengono degno». Lo dice dalla panchina che fu di Herrera. Dimentica, fra gli altri, Boskov, Eriksson, Liedholm, Lucescu: allenatori apprezzati e che hanno insegnato buon calcio

Nella sua immensa, e mai abbastanza lodata, modestia Josè Mourinho ha fatto notare che, dopo di lui, al Chelsea è stato il diluvio. Leggete un po': «Il Chelsea avrebbe dovuto continuare con me, se avesse voluto vincere altri titoli. La squadra ha sofferto negli ultimi due anni e non è una coincidenza che il declino sia iniziato dopo che me ne sono andato». Dati alla mano va ricordato che, quando se n'è andato, la squadra stava annaspando in Champions league, eppoi è arrivata alla finale, persa per un tiraccio dal dischetto del rigore. Non tutti hanno il suo stellone, sempre prodigo di favori. E ricordiamo che Mou non ha vinto alcuna Champions con il Chelsea, che pur è squadra di valore, come ha dimostrato in questi anni senza di lui. E come sta dimostrando Ancelotti.
Ma dietro tuto questo gonfiar di petto, c'è qualcosa che gli rode davvero. Ed è la linea di confine tra l'essere uno sbruffone in Italia e l'essere un tecnico disadattato in Italia. Essendo persona intelligente, Mou ha capito di aver troppo spesso sorpassato i confini del buon gusto, senza mostrare calcio e tatticismo da fuoriclasse. E, siccome gli italiani non sono fessi, comincia a sentire sulla pelle il fastidio dell'essere soprattutto un sopportato. Insomma vincente certo, bravo non altrettanto. E allora Mou continua a ripetere lo stesso mugolio: «Se sei un allenatore straniero, in Inghilterra ti mostrano rispetto se offri la tua esperienza e conoscenza. In Italia sei rispettato solo se sei nato italiano. Uno come me, lo straniero, non è considerato degno di essere lì. Questo è il motivo per cui ero più felice di lavorare in Inghilterra».
Sempre modesto ma un po' scarso di memoria. Mou si vada a rileggere i giornali dei suoi primi sei mesi in Italia: sembrava il profeta venuto a miracol mostrare. E le conferenze stampa erano un deferente omaggio al suo modo di tenere la scena. Poi tutti si sono svegliati, ricordando che in Italia abbiamo visto di meglio, soprattutto dal punto di vista tecnico e tattico. Per il cinema c'è posto altrove. E gli stranieri, che sono passati da queste parti, conservano ricordi straordinari del nostro calcio: Eriksson, Vinicio, Liedholm, Boskov, Hodgson, Lucescu, fino a Leonardo, tanto per citare. No, non abbiamo dimenticato Helenio Herrera, guarda caso un principe degli allenatori stranieri che in Italia ancora oggi venerano. Un Mourinho prima maniera. Vi sembra normale che l'allenatore dell'Inter parli di mancanza di rispetto proprio dalla cattedra di una squadra che ha avuto Herrera? Fra tutti quanti qualcuno ha vinto. Qualche altro ci ha insegnato calcio. Boskov e Liedholm sono stati memorabili anche sul piano delle battute. L'Italia li ha amati e rispettati. Mourinho si informi.