Mou: «Potete giudicare tutti cosa è successo in due giorni»

Era atteso al varco e non ha deluso. Che Josè Mourinho stesse covando una pronta risposta alle polemiche di settimana e sul duello con la Juventus, era cosa ampiamente prevedibile. E il portoghese ha mantenuto la promessa attaccando, a turno, la stampa, gli arbitri e l'ambiente intorno all'Inter più in generale. Alla prima domanda dell'intervistatore, Mourinho coglie l'attimo «Se sono d'accordo con la sua considerazione? Be’, non sono d'accordo con i giornalisti se montano tutto come se la Juventus, prima della nostra partita, fosse stata davanti a noi. Invece noi lo eravamo prima, e a maggior ragione dopo questo successo». La pressione si abbassa quando, analizzando la partita, si dice «contento di vincere questo tipo di partite, un po' difficili. A volte è bello anche così». O anche quando parla di Cordoba, dopo le critiche a Bergamo ieri parole di miele: «Ha fatto un intervento assolutamente spettacolare su Pazzini». Ma non appena si tocca l'argomento Celi, riparte il fiume di parole.
«È meglio se non commento l'operato dell'arbitro, altrimenti dovrei parlare anche delle partite di sabato e quelle giocate nel pomeriggio. Quello successo in questo fine settimana è stato chiaro: le persone oneste possono giudicare». E qui parte la tesi di Mourinho: nella giornata di campionato ci sono stati troppi errori a favore delle grandi, quindi era assai probabile che nella partita dell'Inter l'eventuale errore si sarebbe ritorto contro la squadra più forte. «L'arbitro ha estratto troppi cartellini gialli. E poi quei sei minuti di recupero: se la partita fosse stata sull'1-1 ne avrebbe dati al massimo due». Sul possibile rigore per la Samp: «Non c'era assolutamente, casomai c'era quello di Mellberg su Jovetic...». Ma Celi, comunque, non ha tutte le colpe: «Non ha tanta esperienza e per di più gli hanno mandato un osservatore qui a San Siro per giudicarlo: aveva troppa pressione addosso. Una cosa è sicura, ricorderò il suo nome per sempre». Sulle parole pronunciate al momento dell'espulsione ecco il commento di Mourinho: «Dopo che si è parlato della nostra vittoria sulla Roma per un fuorigioco di dieci centimetri e dopo che, nel pomeriggio, proprio la Roma ha vinto anche per un gol in fuorigioco più netto, ho detto a Celi che aveva paura a fare errori a nostro favore dopo che aveva fischiato un fallo di Stankovic che non c'era». E quindi, rischiando di non favorire l'Inter, ha finito per penalizzarla. Non solo, per il tecnico portoghese anche l'ambiente intorno alla sua squadra finisce per dare fastidi: «Si parla in diverso modo di professionisti dello stesso livello, non c'è equità». Il Mourinho furioso però conclude con una battuta a Sky «Mercoledì non verrò a parlare con voi, quindi verrà Baresi. Ma niente polemiche mi raccomando, è solo perché sono squalificato».
Ma se Mourinho non è per nulla contento dell'arbitraggio, il suo collega sampdoriano non la pensa diversamente. «Il risultato non è giusto: di solito non dico che l'arbitro incide sull'andamento di una gara. Ma, episodio su tutti, il contatto tra Pazzini e Cordoba era rigore netto» ha tuonato Walter Mazzarri. «E anche le numerose ammonizioni: non bastavano gli infortunati, ora ho anche diversi squalificati». E allora, tra tante polemiche, meglio mettere nel libro dei ricordi la battuta sibillina di Ibrahimovic, ieri in tribuna, quando gli hanno chiesto cosa farebbe se lo cercasse il Manchester City. «Non so, non posso parlare di cose non concrete. Dovrei chiamare Dio per saperlo...».