Mou si aggrappa al modulo Milan e trova il grimaldello per gli ottavi

L'Inter non ha incantato, ha fatto due gol, ha preso un palo con l'olandese e per quasi mezz’ora è stata prima nel girone: qualcuno riesce a capire come fanno a stare insieme queste cose? Sneijder? Troppo semplice. Da qualche stagione gli avversari escono dal campo convinti di aver fatto una grande partita, di meritare, ma regolarmente con le gomme sgonfie. La gente interista preferisce così, anche il presidente preferisce così. Josè si è messo a scrivere e prendere appunti prima ancora che la partita iniziasse, si è alzato quando la Dinamo è andata in vantaggio: «Dai - ha pensato - così sarebbe troppo!». Infatti, ma la sensazione netta è che siano più le prime dei gironi a preoccuparsi di non pescarla agli ottavi, piuttosto che l’Inter a evitare la materia. Eppure manca ancora tanto prima di parlare di traguardi ambiziosi in Europa. Intanto la presenza di una punta di peso, un elemento che alzi la cifra in area, una delle spiegazioni della mancanza di movimento sulle fasce è dovuta proprio a questo. Josè non ha fatto lavorare molto la squadra sugli esterni, ha picchiato centralmente, le percussioni di Zanetti, le geometrie di Thiago Motta e Cambiasso hanno fatto il resto. Il rientro di Sneijder dietro le tre punte (come fa il Milan di Leonardo) si è visto e sentito, l'olandese è l'unico in grado di andare in dribbling nello stretto e in velocità, ha ispirato e concluso. Maicon bene, nessuno indispensabile, fuori Samuel si è visto Cordoba arrangiarsi, fuori Stankovic gli altri si sono sdoppiati nel muro. È mancato Milito, quando arriverà anche l'argentino le potenzialità saranno incalcolabili, ma calma, manca ancora tanto prima di sentirsi alla pari di Barcellona e Chelsea, per ora c’è un ottavo che mette a posto l'aria, chiude i varchi e lascia sereni per le feste. E magari Moratti a gennaio alla punta di peso ci pensa, la trova e la compra.