Mountain bike, a Livigno in palio 18 titoli mondiali

Luca Moriconi

Mille atleti, cinquanta nazioni, diciotto medaglie da assegnare in quattro discipline: sono i numeri dei campionati mondiali di mountain bike di Livigno, in programma dal 28 agosto al 4 settembre. Dopo aver ospitato il mondiali di sci, il centro valtellinese si conferma dunque come uno dei centri lombardi più attivi sul fronte sportivo.
La rassegna iridata, che ritorna in Italia dopo 14 anni, rappresenta per Livigno una vetrina per la promozione dell’offerta turistica studiata specificatamente per la mountain bike. Negli ultimi anni sono state censite strade bianche e sentieri del comprensorio, realizzando una mappatura di oltre 600 chilometri di piste. Il programma dei mondiali è stato presentato ieri in Regione, dove è intervenuto anche il presidente Roberto Formigoni. «Un evento che si inserisce in progetti di sviluppo del territorio - ha detto -, che riqualifica impianti e strutture per richiamare turisti non solo per l’occasione, ma durante tutto l’anno».
Il programma prevede quattro discipline di gara: cross country, 4cross, downhill e trial. Per il 4cross Livigno ha già battuto un record: quello del percorso più lungo mai realizzato nella storia di questo giovane sport. Un tracciato di 530 metri per una durata complessiva che potrebbe toccare anche gli 80 secondi. Il 4cross è una arena dove quattro galdiatori si lanciano in discesa tra salti, gobbe e curve paraboliche. Alla fine solamente due atleti passano il turno e per vincere non bastano solo gambe e coraggio, ma serve anche molta astuzia.
Ricca anche la dotazione dei «side event» della manifestazione: ad aprire le danze mondiali ci penserà la «Pedaleda», un’avventura per mille amatori impegnati sulla distanza dei 60 chilometri. Lo striscione d’arrivo della gara sarà collocato al centro del «Mountain bike world village», l’area espositiva allestita dall’organizzazione per accogliere tutto il pianeta della disciplina.