Mountain Cobat Tour, per capire la «salute» delle nostre montagne

Un giro d'Italia per scoprire lo stato di salute della montagna: è questo il progetto che Panorama ha varato in collaborazione con il Cobat, il Consorzio obbligatorio delle batterie esauste. Direttore scientifico del giro, che si svolgerà tra giugno e agosto e toccherà 11 importanti stazioni alpine e appenniniche, sarà Franco Brevini, docente universitario, scrittore, ma anche esperto di montagna e alpinista. «Il Giornale», che si associa all’operazione Mountain Tour, lo ha intervistato.
Perché una nuova edizione del Mountain Tour?
L'esperienza dello scorso anno ha confermato l'attenzione che la gente nutre verso lo stato di salute delle nostre montagne. Chi decide di passare fra boschi e ghiacciai le sue vacanze pretende giustamente che l'ambiente sia pulito, che l'aria non sia inquinata, che le acque siano pure, che i rifiuti vengano smaltiti correttamente, che si faccia qualcosa per ridurre l'impatto del turismo stesso. Il Mountain Tour è un'occasione importante per capire se la montagna corrisponda davvero alle attese del nostro immaginario. Di qui la decisione di allargare il numero delle località turistiche monitorate, aggiungendo alle 12 del 2004 le 11 di quest'anno. Insomma una specie di "goletta verde" della montagna. Più modestamente vorremmo contribuire a promuovere tra gli operatori una mentalità in base alla quale l'ambiente non è un problema, una zeppa, una seccatura, ma il primo dei valori.
E come spiega il coinvolgimento di due realtà così diverse come il primo newsmagazine italiano e il consorzio delle batterie esauste?
Panorama è molto sensibile ai temi della natura e agli sport outdoor. Il supplemento Summer lo testimonia. Quanto a Cobat, il suo intento è di promuovere comportamenti ispirati alla legalità ambientale, evitando il pericoloso smaltimento fai-da-te che per fortuna è sempre più limitato. Già negli anni scorsi, tra l’altro, il Cobat aveva compiuto una serie di campagne. Come ha dichiarato Giancarlo Morandi, presidente del Cobat e appassionato alpinista, il Cobat intende affiancare le amministrazioni locali che vogliano farsi carico dei problemi ambientali, in modo da aiutarle a realizzare quanto chiedono i cittadini.
Quali indicatori fornirete?
Una serie di indicatori di base ci fornirà le caratteristiche di ciascuna area e le variabili socio-economiche e statistiche. Affronteremo poi gli indicatori ambientali veri e propri, i rifiuti, le acque reflue e potabili, le problematiche energetiche, il suolo e la mobilità. Per i Comuni coinvolti, l'iniziativa potrà costituire un primo approccio alla certificazione ambientale, che l'Europa raccomanda vivamente.
Che risultati avete raccolto nel corso del 1° Mountain Tour?
Il quadro emerso varia fortemente sia in base alla posizione geografica, sia in base alla cultura diffusa nel Comune. Vanno bene le Regioni a statuto speciale, grazie alle maggiori risorse economiche. Abbiamo rilevato che alcune amministrazioni, come quella di Cutigliano, hanno fatto una bandiera della cultura ambientale. Altre si trovano a convivere quotidianamente con l'emergenza, come accade a Nicolosi con le eruzioni dell'Etna, ma non esitano a ricercare soluzioni, spesso all'avanguardia, per conciliare tutela della popolazione e valorizzazione dell'ambiente. Uno degli elementi critici nei periodi di vacanza, quando il carico dei turisti cresce, è il volume dei rifiuti da smaltire. Altrettanto gravi e diffuse le preoccupazioni per il traffico, che appare come il vero flagello delle località. Comunque un dato è certamente positivo: i Comuni più avanzati si sono resi conto che la qualità dell’ ambiente cattura la clientela più qualificata.
Vi occuperete solo di ambiente?
No, quello che ci preme è più in generale rilanciare l'idea di una vacanza che valorizzi gli aspetti ambientali. Ciò significa promuovere anche le attività sportive che nell'ambiente si praticano: il rapporto che unisce montagna e outdoor è del tutto evidente. Mi ha fatto particolarmente piacere il patrocinio concesso alla nostra iniziativa dal Gruppo Parlamentare Amici della Montagna e dall'Osservatorio Parlamentare sul Turismo.

Annunci

Altri articoli