Mourinho ammonisce Balotelli ma la squalifica arriva da Moratti

nostro inviato ad Appiano Gentile
«Non so se è Mario a non voler stare qui o è suo fratello a volerlo, ma posso dire che a me piacciono i giocatori che pensano con la loro testa». Per l’anticipo serale di questa sera con il Cagliari non sono convocati Balotelli, Adriano e Burdisso con tre motivazioni differenti e Mourinho le ha spiegate: «Burdisso gioca martedì in coppa Italia con il Genoa, voglio che si concentri perché questa sarà la sua partita. Adriano sta lavorando a parte e anche lui giocherà in coppa Italia». Con Supermario la situazione è complicata, la sua non convocazione cade dall’alto e Mourinho è stato molto diretto: «Si deve remare tutti nella stessa direzione».
Il presidente ieri mattina non si è visto ad Appiano, ma non era a colloquio con Corrado Balotelli, fratello e procuratore del giocatore. La richiesta di un incontro c’è stata, ma Massimo Moratti ha pochissima intenzione di accoglierla, e comunque non ora. Ieri mattina Balotelli è stato il primo a lasciare il ritiro subito dopo l’allenamento, il suo clan ha intenzione di chiedere al presidente una cessione in prestito, sei mesi in Inghilterra per fare esperienza. La pista Chelsea è in piedi da circa un anno, Frank Arnesen lo ha seguito personalmente quando, a causa dell’infiammazione al tendine rotuleo di Ibrahimovic, Balotelli ne aveva preso il posto. L’interesse per Drogba dell’Inter e un’offerta più recente di 12,5 ml di euro del Chelsea per Supermario hanno dato nuovi segnali. Ma il Chelsea, non in floridissime condizioni economiche tanto che avrebbe chiesto a Ballack un taglio sul suo stipendio di 7 ml a stagione, non sembra così convinto dell’operazione e poi non accetterebbe mai un prestito di sei mesi. L’Inter non prende neppure in considerazione l’ipotesi di una cessione anche per una questione normativa non irrilevante: ora che è italiano e un prodotto della Primavera, Balotelli è fondamentale per le norme Uefa e la lista Champions. E poi perché il presidente è rimasto molto seccato e non intende gratificare nessuno, in questo perfettamente affiancato da José Mourinho che ha volutamente fatto il nome del procuratore ma ha difeso il giocatore: «Mario è un ragazzo fantastico, è facile avere un buon rapporto con lui e augurarsi che vada lontano. Per me è un dispiacere non convocarlo ma io non lavoro per lui o Cruz o Crespo o Ibra, la mia responsabilità è con l’Inter». Difficile pensare che sia stata un’uscita improvvisata, Mourinho sapeva che sarebbe stato l’argomento del giorno e si è preparato: «Lui ha giocato 13 partite per un totale di 712 minuti, il doppio di Cruz, il triplo di Crespo - e non aveva foglietti in tasca -. Se poi mi chiedete se sono contento del suo rendimento devo rispondere che non lo sono».
Ma non è finita lì. Mourinho ieri ha tenuto a mostrare un gruppo forte, compatto e con degli obiettivi da raggiungere: «Perché si parla tanto di Balotelli? Per me vale Santon o Bolzoni o Burdisso. Le convocazioni sono un messaggio per tutti, questo gruppo mi piace, qui ci sto bene e mi piacerebbe finire questa stagione con chi l’ha iniziata, si festeggia o si piange tutti assieme. La situazione di Balotelli mi dà fastidio perché a lui ho dato delle opportunità ma non ho ottenuto i risultati che mi attendevo». Un’umiltà che è mancata ma che il tecnico ha potuto apprezzare in altri: «Santon per me è il futuro dell’Inter, sarà l’orgoglio di tutti quelli che hanno lavorato con lui nel settore giovanile». Un’ultima botta a Supermario e a tutto il clan.
Ma il mercato, ha detto José, è come la porta di un saloon. Se Adriano non viene piazzato (al momento zero offerte), e se neppure Crespo trovasse una sistemazione, anche la pista Milito si raffredderebbe, ora è di 25 ml più la comproprietà di Obinna e il prestito dell’Imperatore. Intanto questa sera i campioni d’inverno ospitano il Cagliari: «E non sarà una partita a senso unico», ha commentato Mourinho che dovrà rinunciare allo squalificato Maicon, all’infortunato Stankovic e resta con il dubbio fra Zanetti o Santon per la difesa, Jimenez o Figo per il rombo, con il probabile rientro di Cristian Chivu.