Mourinho in ansia per Adriano «È in una situazione grave»

nostro inviato

ad Appiano Gentile

Josè Mourinho ha chiesto rispetto per Adriano: «Tutti hanno capito che non è una questione facile, non si tratta di un giocatore che ha perso l’aereo o che ha deciso di ritardare il suo rientro a Milano. È tutto molto più serio».
Forse non è del tutto vero che nessuno sa dove sia Adriano. Forse il suo procuratore Gilmar Rinaldi ha avvisato la società spiegando come stanno le cose e il rispetto chiesto da Josè per questa vicenda conferma la gravità della situazione. Le notizie confuse e frammentarie spiegano che il brasiliano non era in grado di prendere l’aereo per Milano, dicono che sarebbe stato necessario un ricovero, lasciandone solo ipotizzare le ragioni. Depressione e dipendenza, l’Imperatore ha le gomme sgonfissime, Josè ha detto ancora: «La cosa migliore che possiamo fare è rispettare la situazione, non sono arrabbiato, il mio sentimento è di tristezza, in questo momento la cosa più importante è Adriano. Non penso al giocatore, penso alla persona, la cosa migliore è non aggiungere altro, vedremo come finirà tutto questo per lui, la squadra è protetta, lui non lo è». Mai visto Josè così, voce in cantina e volto tirato, non è la prima volta che Adriano perde un aereo, intuire che ci fosse dell’altro non era difficile. Josè ha anche ricordato che forse si era illuso: «Ci sono stati momenti di grande speranza negli ultimi mesi, altri più difficili ma abbiamo sempre parlato con grande tranquillità. Adesso non so se devo pensare a un uomo in meno nell’organico, questo è un fatto secondario, mancano due mesi alla fine della stagione, se devo pensare alla squadra dico che non c’è emergenza, abbiamo Ibrahimovic, Crespo, Cruz, Balotelli e Obinna, se devo pensare a Adriano dico che qui non siamo davanti a un ritardo, questo è un caso che va più lontano».
Non è stato facile trasferire il pensiero di Josè Mourinho su altri argomenti. A un certo punto ha guardato tutti in faccia: «Io Adriano non l’ho sentito - ha detto all’improvviso -, non mi è mai capitata una cosa del genere, ma credo che anche a voi che siete sempre a caccia di notizie non faccia piacere sapere che un giocatore stia vivendo una situazione simile. Non so se per lui ora sia meglio tornare in Brasile a giocare, ora per lui ci sono altre priorità. Sono triste? Sì, sono triste per la storia di Adriano».
Il campionato e l’Udinese sono arrivati dopo. Josè ha spiegato che la squadra è pronta, a Udine per vincere, tante alternative anche senza Maicon e le ha spiegate tutte: «Zanetti terzino destro significa giocare con un centrocampo a tre. A sinistra ho tante alternative, anche Chivu e Burdisso, oltre naturalmente a Maxwell. Il suo procuratore dice che andrà sicuramente via? Vuol dire che lui sa qualcosa più di noi. Va bene, vuol dire che sarà così e Maxwell ha già firmato per un’altra squadra, io so solo che al momento lui è sotto contratto con l’Inter, forse il suo procuratore pensa di avere il potere tutto dalla sua parte ma si sbaglia, il potere è dell’Inter. Credo che lui parli fuori dalla realtà. Non so se Maxwell sia condizionato da questo, lui vede che Santon gioca e non perde colpi, e io non posso schierare due terzini sinistri». E sul lavoro dei procuratori e del mercato non è finita lì: «Maicon e Ibra non sono più incedibili? Questa è solo una voce, per quanto mi riguarda credo che ogni allenatore non sarebbe contento se gli vendessero certi giocatori, ma un allenatore conta sempre meno della società. I grandi club però non lasciano partire i loro giocatori e se lo fanno è solo a condizioni incredibili. I giocatori importanti sono in una squadra per rimanerci».