Mourinho avverte Adriano «Fossi in lui, cambierei vita»

MilanoL'Inter ha appena conquistato la sua settima vittoria consecutiva in campionato ma l'argomento principale in casa nerazzurra si chiama Adriano. Ne parla prima della partita Moratti («Non tornerà dal Brasile? Non si dicono queste cose», alludendo a un viaggio aereo senza ritorno che messo così sembra quasi una profezia di sciagura) e ne parla anche Josè Mourinho: «Io lo aspetto qui a gennaio, ma se decidesse di andare via è chiaro che occorrerebbe sostituirlo». In pratica il portoghese lascia aperta ogni soluzione relativa al brasiliano triste. «In questa settimana non è ricaduto nei vecchi problemi, è semplicemente infortunato: ma fossi in lui cercherei comunque di cambiare vita e atmosfera».
Bastone e carota insomma, per fortuna subito dopo gli fanno una domanda sulla partita e il portoghese, sollevato, dice: «Oh bene bene». E qui Mourinho si scopre quasi indovino: «Dopo il 2-2 del Chievo sapevo che non sarebbe finita così. Avrei scommesso su un 3-2 o un 2-3, perché noi abbiamo rischiato tanto cercando la vittoria e loro ripartivano bene in contropiede». Perché l'Inter ha preso gol a difesa schierata? «Volevamo dare un po' di emozione al pubblico, un 2-1 sarebbe stato troppo banale...», spiega divertito l'allenatore nerazzurro. Alla fine i tre punti «sono merito dello stadio: per la prima volta in questa stagione il pubblico ha vinto la partita. Ha caricato la squadra dopo un primo tempo dove quasi dormivamo in campo».
Nel gioco dei meriti, da menzionare Figo, Maicon e Stankovic: «Negli ultimi venti minuti hanno fatto un lavoro fantastico, insieme alla qualità dei gol di Ibrahimovic. Stankovic adesso gioca con grande fiducia, anche se purtroppo non potrà farlo nella prossima gara con il Siena. Non meritava il cartellino giallo, ma l’arbitro ha deciso così e lo dobbiamo accettare. Troveremo altre soluzioni». Poi il tecnico si sofferma orgogliosamente sul connazionale: «Luis è uno coraggioso, non ha paura di niente. In certi momenti è fondamentale averlo in campo, basta indovinare quale siano quei momenti». Ieri, evidentemente, Mourinho l'ha azzeccato. Anche se l'ex Pallone d'oro non ha festeggiato troppo: uscendo dagli spogliatoi si è rivolto ai cronisti con un polemico «prima mi davate per morto, e ora volete parlare con me?», allontanandosi in fretta e furia.
A commentare la partita ci hanno allora pensato i suoi compagni Zanetti e Stankovic. Parte il capitano: «Alla fine nei novanta minuti abbiamo meritato più noi, in campionato non si può sottovalutare nessuno. Chi vorrei come prossima avversaria in Champions? Riparliamone a febbraio, ma ormai ogni avversaria vale l'altra».
Il centrocampista serbo, con un sorriso largo così, spiega: «Ho segnato un bel gol. D'altronde ora sto bene, dopo la scorsa stagione da incubo: gioco con continuità e sto mostrando il vero Stankovic alla gente». Sul match: «Abbiamo avuto un blackout di dieci minuti poi abbiamo messo in campo tutta la nostra qualità».
Qualità alla quale si appella Di Carlo, allenatore del Chievo, per spiegare la sconfitta: «Dopo la rimonta avevo anche fatto un pensierino alla vittoria ma quando i campioni come Ibrahimovic si inventano i gol non c'è nulla da fare». Avendo già affrontato tutte le big, ecco il suo parere a riguardo: «Inter, Milan e Juventus sono tutte molto forti: ma penso che saranno ancora i nerazzurri a vincere lo scudetto». Il capitano dei gialloblù, Pellissier: «A un certo punto credevo di avercela fatta, potevamo portare a casa il pari. Ma con le grandi squadre non devi smettere di correre fino all’ultimo minuto».