Mourinho in cattedra: «Abbiamo dimostrato di essere i migliori»

TorinoUn gol segnato al termine della più bella azione della partita. Uno più o meno sbagliato per la grande opposizione di Buffon, Un paio di giocate da applausi e un'espulsione provocata: Mario Balotelli ha provato a consegnare lo scudetto all'Inter, ma alla fine è spuntato Grygera a rimandare - almeno ufficialmente - il verdetto. SuperMario, beccato ripetutamente dal pubblico con cori anche razzisti, è stato comunque uno dei protagonisti della serata: irriverente, decisivo, provocato e provocatore. «Sì, lo so che devo migliorare alcuni lati del mio carattere e del mio modo di stare campo. Se però gli avversari mi provocano, che devo fare? A volte non protesto, altre non riesco a trattenermi e reagisco. Pensiamo alla partita, è meglio». Appunto, meglio: «La parola scudetto non la pronuncio ancora. Ma, se continueremo a giocare così, abbiamo il titolo in mano».
Basta questo, volendo. Bastano i complimenti di Mourinho: «Sono soddisfatto di quello che Mario ha fatto in campo - ha detto il tecnico nerazzurro -. Ha difeso e controllato bene la posizione che gli avevo dato, largo ora a destra ora a sinistra. Dal punto di vista calcistico lo promuovo, senza dubbio. Non mi piace, invece, quando parla con l'arbitro: vero che ha 18 anni e vero anche che ha tanta pressione addosso, ma lui deve essere forte e giocare sempre concentrato. L'ho tolto perché ho avuto paura che, dopo il giallo suo e il rosso di Tiago, potesse finire prima la partita. Gli juventini avevano cominciato a mettere troppa pressione sull'arbitro: temevo che Farina lo cacciasse». Cosa che forse Legrottaglie avrebbe fatto: «Non è possibile che un ragazzino si comporti così e non mi riferisco solo ai giochini che hanno portato Tiago all'espulsione. Nel primo tempo mi ha scalciato da dietro due volte: qualcuno forse gli ha fatto credere che, comportandosi così, lo si esalta ancora di più. Invece non è questo il modo di comportarsi: ha grandi qualità, deve sapersi limitare e controllare. Non ha bisogno di certi atteggiamenti per farsi notare».
Balotelli, ma non solo. Perché quello che interessa a Mourinho è altro: «È bello vedere che la Juve sia così felice essendo rimasta staccata di dieci punti. Abbiamo dimostrato sul campo perché siamo davanti a tutti: siamo davvero meglio dei bianconeri. Ripeto: ci onora il fatto che siano contenti di essere ancora a meno dieci. Avremmo meritato di vincere, senza dubbio: il calcio però è questo, a volte abbiamo vinto senza meritarlo fino in fondo e oggi dobbiamo accontentarci di un punto solo. Però siamo in una situazione ottimale: nessuno, in Europa, ha questi punti di vantaggio a sei giornate dalla fine. Parla la matematica e dice cose molto interessanti per l'Inter». Pur rimanendo il rammarico per quel gol preso nel finale: «La Juve è venuta tutta avanti e Giovinco ha calciato l'angolo molto bene: Grygera era l'uomo in più che quasi non ci aspettavamo, visto che gli altri erano tutti marcati nel miglior modo possibile». E lui, l'eroe per caso di casa Juve, conferma: «Ho trovato spazio dove non c'erano interisti, è andata bene. Dedico il gol a mia moglie e ai miei genitori, tutti in tribuna». Insomma: la Juve «si tiene stretto l'onore» - per dirla con Legrottaglie - e Ranieri si dice «soddisfatto, perché ho ritrovato la mia squadra. Purtroppo ci siamo fatti sorprendere da un loro contropiede, prendendo gol su un calcio d'angolo in nostro favore. Quale la nostra prospettiva? Quella immediata è la Coppa Italia, visto che mercoledì contro la Lazio cercheremo il pass per la finalissima. Poi, in campionato, vogliamo chiudere al secondo posto: siamo lì dall'inizio e vogliamo restarci. L'Inter? È sempre difficile farle gol, le squadra di Mourinho sono così. Dopo di che, hanno una qualità nei singoli che noi non abbiamo».