Mourinho cerca Fabregas e avverte il Madrid: «Vinco sempre al secondo anno»

«Le mie squadre raggiungono il top alla seconda stagione - ha detto Mourinho -, quando una squadra ha acquisito dei meccanismi e una filosofia di gioco. Spero sia così anche per il Real, e poi per vincere la Champions bisogna attendere la seconda stagione».

Il futuro di Josè Mourinho lo svela Wesley Sneijder, due fuoriclasse diventati molto amici nella passata stagione: «Il calcio inglese lo entusiasma più di qualsiasi altro calcio in Europa - ha detto l'olandese parlando di Mourinho -. La domanda non è se tornerà in Premier League, ma quando tornerà. È scritto che nel giro di qualche anno andrà al Manchester United, un grande manager si ritirerà e un altro prenderà il suo posto». L'olandese non dice Alex Fergusson e Josè Mourinho, ma non ce n'è bisogno: «E poi -aggiunge Wesley-, se gli venisse offerta la panchina dell'Inghilterra insieme a quella del Manchester United sono sicuro che accetterebbe. A lui piace troppo interagire quotidianamente con i giocatori per assumere esclusivamente un ruolo internazionale. Josè ed io siamo diventati buoni amici nell'Inter e dalle conversazioni che abbiamo avuto so che è convinto di fare qualcosa di buono con i giocatori dell'Inghilterra e quando andrà allo United, la Football Association deve offrirgli anche la panchina della nazionale e da quanto ci siamo detti so che gli piacerebbe».
Vabbè, intanto Josè è al Real e ha una pazza idea in testa, quella di strappare Cesc Fabregas al Barcellona. Pazza idea perché l'Arsenal chiede 70 milioni per lo spagnolo e anche perché il Barcellona implora da mesi Arsene Wenger di cedergli il giocatore che tifa Barcellona, ha casa a Barcellona e anche delle quote societarie del club. Di sicuro c'è che Josè freme, sente la pressione dell'ambiente, la vicinanza del Barcellona che resta il favorito per la Liga, e anche l'obbligo di riportare nell'Europa che conta il nome del Real Madrid. Forse è proprio per questo che le sue ultime dichiarazioni sono sorprendenti: «Le mie squadre raggiungono il top alla seconda stagione - ha messo le mani avanti -. L'amalgama si produce come minimo a partire dalla seconda stagione, quando una squadra ha acquisito dei meccanismi e una filosofia di gioco. All'inizio bisogna tener conto delle novità che porta un allenatore. Spero sia così anche per il Real, e poi per vincere la Champions bisogna attendere la seconda stagione».
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