Mourinho alla Juve: "Io non ho paura"

C’è la coppa Italia ma si pensa al campionato: "In corsa anche il
Milan. Timore io? Ho due cani che mi difendono...". Nuova puntata
Balotelli: Josè lo mette fuori rosa fino a fine mercato. Moratti lo
incontra e poi dice: "Resta qui"

Appiano Gentile - «Balotelli? Sì, delle novità ci sono: suo fratello ci ha fatto sapere che la volontà di andare in prestito per i prossimi sei mesi, è di Mario. Quindi siccome non è cambiato niente dalla precedente convocazione, il suo modo di allenarsi è lo stesso, il suo atteggiamento anche, e non si sa se sia felice, vorrà dire che aspetteremo fino a quando il mercato di riparazione sarà chiuso. Allora forse Balotelli capirà che resta qui e non ci sono alternative all’allenamento quotidiano della Pinetina. E dovrà concentrarsi solo sul lavoro. Ma ora non è in grado di giocare, non mi sembra in condizione. Quindi non è convocato per la sfida di coppa Italia con il Genoa».

Un’altra tumulazione per Supermario, stragestita su due fronti, sul prato da Mourinho, e in ufficio da Moratti che ha ripetuto come un nastro a Balotelli, in un’ora di colloquio in Saras, le medesime parole. Moratti ha detto: «Credo che Mario abbia capito che per noi è parte integrante della squadra, un giocatore sul quale Mourinho e io contiamo e sul quale abbiamo piena fiducia». La linea dell’Inter è questa. Peraltro sapere dal fratello Corrado che è Mario a voler andare in prestito, a Mourinho deve aver dato una gioia inenarrabile. Comunque non convocato: «Deve restare qui - ha precisato Mourinho -, e magari cambia il suo atteggiamento». Ci sono buoni margini che Balotelli capisca prima della fine del mercato di riparazione quale sia il suo futuro e vi ponga rimedio con un atteggiamento più consono all’attenzione che la società ha avuto nei suoi confronti e alle parole di papà Moratti.

L’altro è Adriano.
L’Imperatore questa sera è convocato: «Non fa novanta minuti perché so che non è in grado di reggerli, ma gioca - ha detto Mourinho -. Magari inizia in panchina ma è più importante che mi faccia 45, 60 minuti con intensità. Novanta minuti anonimi non servono né a me né a lui. Mi aspetto che faccia un buon lavoro, non è al top ma è in un processo di recupero che dovrà portarlo al livello che vogliamo». Comunque stasera in tribuna c’è un dirigente del Tottenham per avviare una possibile trattativa.

E non è tutto perché Mourinho ha fatto anche un breve accenno al mercato: «Milito? Cassano? L’Inter non cambia, sono io che farò delle sostituzioni nella lista Champions, anche se fino al 31 gennaio le porte restano aperte».

La storia dell’Old Trafford si potrebbe condensare in poche righe ma vale di più e porta al campionato: «Mai detto che con me il Chelsea avrebbe vinto la Champions. Come ho visto la mia ex squadra? Non l’ho vista, ho visto il Manchester, risultato eccezionale ma partita non eccezionale. Ho incontrato Ferguson e ci siamo fatti un goccetto assieme, l’ha portato lui. Gli ho detto come giocherò contro di lui e Alex ha fatto altrettanto con me. Come giocherà l’Inter? Certamente non come il Chelsea, tranne se saremo costretti a rimontare il risultato per qualificarci, allora negli ultimi venti minuti ci prenderemo dei rischi come abbiamo fatto con il Cagliari». A questo punto il discorso si è fatto molto attuale e altrettanto interessante: «Lo stesso atteggiamento che ho avuto con Lecce, Reggina e Chievo e ci ha portato nove punti. Erano partite che stavamo pareggiando, le abbiamo vinte, se ci togliete quei punti forse ora non saremmo in testa al campionato. Ho rischiato anche con il Cagliari, difensivamente eravamo molto fragili, ma non mi sembra che questo sia stato un passo indietro nel gioco. Quando giocando così perderò una partita, allora tutti saranno autorizzati a criticarmi. Ma sono tranquillo, ho due cani che mi difendono, uno piccolo e l’altro grande, Juve e Milan sono le nostre principali avversarie, ma se finiamo il girone di andata con quattro punti sulla seconda io sono felice».
Le mattine con Mourinho finiscono sempre allo stesso modo, solo pochi minuti per parlare della prossima partita: «Voglio vincere, il Genoa è fantastico ma ho convocato tutti quelli che stanno giocando ultimamente, voglio vincere». Stasera partita senza appelli, dentro o fuori, l’Inter non perde un incontro casalingo di coppa Italia dal 12 dicembre del 2002, sette anni, Inter-Bari 1-2, ottavi.