Mourinho prepara l’Inter economy e Moratti medita: «Potrei vendere»

nostro inviato ad Appiano Gentile

Dopo le decine di tabelle sulla rifondazione nerazzurra, nuovi arrivi e nuovi ingaggi pesantissimi che vanno a sommarsi a richieste di adeguamento o di rinnovo immotivate, sarebbe interessante capire la posizione del presidente, oggi ancora a Miami per la presentazione del suo film documentario sugli Inter campus.
Poco prima di lasciare l’Italia e l’Inter fuori dall’Europa, Massimo Moratti avrebbe confidato ad amici la sua amarezza per l’eliminazione, senza dimenticare il mancato incasso derivante dai proventi Uefa. Lo sponsor ufficiale della Uefa Champions league ha calcolato che il trionfo all’Olimpico quest’anno vale circa 110 milioni, fra budget per la partecipazione alla competizione, percentuale sui profitti commerciali, diritti televisivi, vendita dei biglietti ai botteghini, marketing, e valorizzazione del marchio societario. Per l’esattezza fanno 110,4 milioni di euro, una cifra che non avrebbe ripianato il disavanzo di bilancio previsto per fine anno di circa 180 milioni di euro di cui 85 saranno coperti dall’azionista di maggioranza Massimo Moratti. Dal 15 febbraio 1995, data del suo ingresso all’Inter, il presidente non si è mai tirato indietro, negli undici bilanci che vanno dalla stagione 1995/96 al 2005/06, l’Inter ha accumulato 661 milioni di passivo e Moratti ha provveduto personalmente a versare 400 milioni nelle casse. A giugno 2006 l’Inter aveva il primato delle perdite, 181,5 mln di euro solo nell’ultima stagione. Il presidente avrebbe confidato anche che il giocattolo sta diventando sempre più costoso e l’amarezza dei risultati potrebbe convincerlo a decisioni impensabili a giugno, quando l’arrivo di Josè Mourinho aveva portato aria nuova in ogni più remoto angolo di Appiano.
Oggi la voce cessioni sta diventando prioritaria, senza coprire il passivo non si compra, il bilancio e la Covisoc lo impongono, Moratti ha pochissima voglia di ripianare come ha fatto in questi 13 anni. La Champions ha portato nelle casse di via Durini circa 16,8 milioni di euro, non sono sufficienti neppure a pagare l’ingaggio annuale, al lordo, di Ibrahimovic.
Quindi si vende e il momento non è dei migliori perché la crisi picchia duro anche nel calcio. Sul mercato ci sono Mancini valutato 10 milioni, Quaresma, 15, Burdisso, 10, Suazo, 10, Obinna, 10, Rivas, 3, si arriva a meno di 60 milioni, ecco perché anche Adriano rischia di partire.
Josè Mourinho ieri ha confidato di lavorare a una relazione che presenterà al presidente appena sarà rientrato da Miami: «Ci sono le mie idee per spiegare cosa occorre fare per iniziare la prossima stagione, questo è un discorso tra me, il presidente Moratti, Marco Branca e Gabriele Oriali, ma al momento sto lavorando da solo quindi qualunque indiscrezione si legga, è infondata». Poi qualche mistero in meno: «Abbiamo bisogno di qualcosa in più come ne hanno bisogno tutte le squadre. Abbiamo giocatori che nel futuro miglioreranno come Santon o Balotelli. Poi abbiamo un gruppo di giocatori che hanno un alto rendimento, stabilità e buon livello di gioco. Loro costituiscono il gruppo principale, cito Julio Cesar o Cambiasso, ma in realtà i giocatori con questa maturità sono una quindicina. Poi c’è un piccolo gruppo di giocatori che non possono migliorare, anche se sono molto soddisfatto di loro». Le tabelle uscite in questi giorni sui quotidiani sono un ottimo contributo per capire in quale lista siano Materazzi, Crespo e Figo. «Cruz? Volete sapere in quale gruppo sia Cruz? Lo dirò a lui, se me lo chiederà - ha risposto José -. Non ad altri». Nella sua relazione ci sono i nomi della nuova rosa, lui è al corrente della situazione, i sogni arrivano dopo i doveri, e prima ancora c’è il campionato. Ieri ha detto di non aver paura di nessuno, non ci sarà nessun contraccolpo psicologico, si è dichiarato contento perché i ragazzi hanno capito: «La squadra ha perso con grande dignità, della sfortuna non parlo, ne ha parlato Ferguson ed è la prima volta che gli sento dire queste cose. Ma la vittoria morale esiste solo nel vocabolario di chi perde».
Della Fiorentina ha parlato poco, non per snobbismo ma ieri è andata in onda una conferenza a metà fra il medioevo e la new age, la differenza fra lui e Mancini (a libro paga per altri tre anni a 4 mln netti a stagione), al momento è una sola: dopo l’eliminazione col Liverpool Mancini diede le dimissioni, Josè dopo l’eliminazione col Manchester stila una relazione per la prossima stagione. Non è chiarissimo se a Moratti basti, per ora pensa a vendere i giocatori, domani potrebbe esagerare, tutti avvisati.