Mourinho scatenato: «Prostituzione intellettuale»

nostro inviato

ad Appiano Gentile

Un grandissimo Mourinho in forma ottavi di champions con una settimana di anticipo. Tutto in dieci minuti scarsi, tutto tranne che prudente: «Attenti, si avvicina il giorno dello scandalo». Accidenti.
Sarà sabato, quando Juve e Roma affronteranno Torino e Udinese: «Se fossi al posto di Novellino e Marino schiererei la Primavera - ha consigliato Josè -, se penso al prossimo fine settimana è meglio non giocare. E anche per noi probabilmente sarebbe meglio non giocare affatto. Se Ranieri ha detto di sentirsi al fianco di Spalletti, allora io mi sento con Marino e Novellino e poi con Zenga, Del Neri e Prandelli che hanno perso contro la Juventus grazie agli errori arbitrali».
Morta lì? Ma niente affatto, quando Josè carica va giù duro: «Ranieri mi ha telefonato... siete autorizzati a chiedergli cosa mi voleva dire». Una notizia buttata lì, ma se l’ha rivelata è segno che il tecnico della Juventus voleva ricucire, comunque un’uscita da grande stratega quella di Josè, anche se lui rifiuta questa parte: «Non mi piace la prostituzione intellettuale, a me piace l’onestà. Io devo parlare con la stampa per contratto ma lo eviterei, sono qua perché mi dicono di farlo. Chiedete quante volte ho rifiutato di concedere interviste, anche a pagamento. Invece entro nello spogliatoio e c’è Spalletti che parla in televisione, parla sempre, all’intervallo, prima e dopo, è amico di Ilaria, di Mario... lui e Ranieri sono sempre in prima serata. A me sembra che in questo momento sia in atto una grandissima manipolazione intellettuale, un grandissimo lavoro organizzato da parte di un mondo che non è il mio».
Finito? Vuotato il sacco? Macché, Josè ieri non ha fatto prigionieri: «Sapete tutto questo cosa ha voluto dire? Ha voluto dire che si è parlato solo di Balotelli e di un rigore che nessuno può dire con certezza che non c’era, e non si è parlato della Roma che ha il miglior centrocampo d’Italia, pieno zeppo di giocatori che avrei voluto nella mia squadra e invece finirà la stagione senza vincere niente, zero. Come il Milan, una stagione zero. E la Juventus ha fatto tanti punti solo grazie agli errori arbitrali. Noi abbiamo vinto una sola partita che non meritavamo, a Siena, e io l’ho detto subito. Solo allora qualcuno ha avuto il coraggio di dire che anche la sua squadra a Bergamo aveva vinto, ma aveva segnato in fuorigioco. Un allenatore di una squadra con le maglie bianconere. Io non sono proprio un manipolatore, vado davanti alla stampa per contratto, non sono il re della prima serata». Ci siamo?
Sì, ma solo perché Josè si alza, saluta e lascia la sala, uno show mica male. Si fa sempre più largo in noi la convinzione che prima o poi ci verrà chiesto un piccolo contributo per assistere: «Probabilmente sarebbe meglio che facessi delle conferenza stampa stile Medioevo perché sono troppo avanti e devo tornare indietro. Sono troppo bravo. D’ora in poi devo rispondere sì o no, ci vuole il politicamente corretto», l’outing finale che lo colloca fra gli immortali di Appiano ma che non è piaciuto affatto in Federazione: «Così si alimentano solo tensioni». Gli organi di giustizia sportiva stanno valutando le dichiarazioni di Josè, oggi ne sapremo di più ma per Mourinho potrebbe scattare un deferimento. Immediata la replica di via Durini: «Mourinho ha risposto in maniera chiara ed esplicita a un attacco di pari livello secondo il suo stile molto apprezzato dalla società».
Eppure aveva iniziato con la semifinale di oggi con la Samp, così come ha istruito da tempo: vigilia di campionato, si parla di campionato, vigilia di Champions, si parla di Champions, vigilia di coppa Italia, si parla di coppa Italia. Della trasgressione non può incolpare nessuno, è lui che è in forma Champions per una stupida semifinale di coppa nazionale: «Ma l’abbiamo giocata sempre con serietà questa coppa. E ora siamo davanti alla possibilità di portare l’Inter a una finale».