Mourinho scatenato: uno show contro tutti

La polemica, da calcistica e divertente, ha fatto un pericoloso salto in avanti. Il tecnico neroazzurro ha replicato a muso duro ai colleghi di Roma e Juventus accusati di manipolazione intellettuale. Intervenga il presidente uscente della federcalcio Abete

Josè Mourinho è una benedizione per noi giornalisti. Ogni incontro, ogni conferenza-stampa, ogni appuntamento alla Pinetina diventa una edizione straordinaria: si sprecano titoli, sommari, attacchi, feroci e non, segnalazioni e polemiche. Per molti mesi ci siamo divertiti nella sua scia, bisogna ammetterlo francamente. É stato uno spasso vederlo, sulle prime, prendersela con Barnetta-Beretta del Lecce e poi Ranieri e ancora i suoi collegiali indisciplinati, come Adriano e Balotelli, come Cruz e Materazzi o Cordoba, adesso. Dopo il divertimento, è giunto il salto di qualità. Dal folclore è passato alla prosa e ha fatto fuoco di sbarramento contro gli attacchi mediatici a margine di errori vistosi da parte degli arbitri a favore dell'Inter. Vi ricordate quella intemerata «sulle cose strane»? Fu un vero capolavoro mediatico, il suo, perchè servì a tenere sotto pressione gli arbitri e ad evitare che eventuali compensazioni potessero rovinare in qualche modo la marcia verso lo scudetto garantito. Missione compiuta, come dimostrano gli snodi successivi, derby compreso. Poi è venuta la Roma, il rigore di Balotelli a San Siro e qui, come si dice, sono saltate le marcature. Mourinho ha continuato a ignorare l'evidenza, Spalletti e Ranieri hanno reagito a modo loro: «Siamo stanchi di fare la figura dei coglioni». Non solo. Ma durante l'intervista a Sky seguita alla sfida, mentre Spalletti, negli spogliatoi di San Siro, commentava l'episodio del rigore, dallo spogliatoio neroazzurro partivano cori nei suoi confronti che definire sgradevoli è forse fare esercizio di eufemismo. Di qualche ora fa la replica del portoghese da Appiano Gentile. Non è stata una filippica, giocata sul limite estremo della polemica. Questa volta Josè Mourinho si è trascinato oltre il confine e ha cominciato ad avvicinarsi, pericolosamente, con una miccia, al pagliaio. Può dare fuoco improvviso al torneo, senza accorgersene. Ha parlato di manipolazione intellettuale, ha dato dei "prostituti intellettuali" agli opinionisti tv, ha messo in riga Ranieri e Spalletti, ha avvertito i prossimi rivali di Roma e Juve di andare in campo con le primavera. Francamente non era mai successo prima. E di questo salto di qualità della polemica avremmo fatto a meno. Qui non c'entrano più Mourinho e l'Inter, non c'entrano la Juve e la Roma, gli arbitri e i loro dirigenti. Qui c'entra il vertice del calcio italiano: se c'è un presidente in circolazione, un capo, Giancarlo Abete insomma, presidente uscente con la rielezione scontata, beh che batta un colpo. E che faccia capire che si è perso il controllo della conversazione oltre che della situazione. Altrimenti meglio prepararsi al peggio.