Mourinho: «Se è in vendita lo compro»

nostro inviato ad Appiano Gentile
Una buona parola per tutti: «Spero che Adriano torni per la festa scudetto, è anche suo. Sarà Figo a decidere se vuol restare, lui è la persona più intelligente che io conosca nel mondo del calcio. Balotelli? Sapevate chi era e mi chiedevate: perchè non lo fa giocare? Adesso lui gioca proprio per quelle sue qualità che gli vengono rinfacciate». Ma il piatto forte è stato un altro: in fondo Ibra sarebbe un buon investimento. Se andasse sul mercato il primo a farsi avanti sarebbe Josè: «Se il presidente volesse venderlo a 5 milioni di euro, lo venderebbe domani, è facile e per 5 milioni di euro lo comprerei io. Lo farei anche per 10. Adesso fare investimenti in banca è rischioso, io per 10 milioni di euro me lo compro Ibrahimovic». Un modo per sdrammatizzare e far capire che la notizia non c’è, cioè c’è ma si tratta di altro. Josè non l’ha fatto perché anche lui con i tormentoni si annoia, ma ieri poteva tornare sul concetto di manipolazione mediatica e spiegare una variante del tema. L’argomento era Zlatan Ibrahimovic e la sua intervista a British Eurosport in cui esprime il desiderio di confrontarsi con la Liga spagnola. «Non sono sorpreso - ha risposto un Josè molto ispirato -. L'intervista si può interpretare come si vuole ed è possibile riportarla nella maniera che più piace, ma io sono a conoscenza di questa intervista da 15 giorni. Sono le parole di chi non vuole che passi di sé l'immagine di uno che resta tutta la vita nello stesso club. Sono le parole di Tevez e di Kakà, io stesso ho detto che vorrei vincere in Italia, Inghilterra e Spagna. Questo potrebbe essere interpretato come un messaggio di Mourinho che vuole andare via. Ma io vi dico di no, vi dico che l’anno prossimo sarò qui al cento per cento».
Pura fantasia, o manipolazione, Josè è strasicuro, ha parlato con lo svedese. E porta le prove: «Ibra ha giocato la gara di Tim Cup contro la Sampdoria: vi è sembrato arrabbiato, senza motivazione o senza voglia di giocare per questa squadra? A me è sembrato esattamente tutto il contrario. Lo si è interpretato come si voleva. Lui ha parlato bene del calcio espresso dall'Inter e in questa stagione ha battuto tutti i suoi record: 24 gol in 42 partite, gol in tutte le competizioni, Coppa Italia, Champions e campionato, capocannoniere a pari merito con Di Vaio, un solo, piccolo infortunio che lo ha lasciato fuori per una gara, una condizione fisica che nessuno di voi pensava fosse possibile perché voi stessi per quattro o cinque mesi non avete fatto altro che chiedere quando Ibra si sarebbe fermato, e invece non si è fermato mai. Ha saltato solo una partita per squalifica. Secondo me questa è la migliore stagione di Zlatan Ibrahimovic». Poi la sua abilità nel girare su di sé i problemi dei giocatori: «Se volete concentrarvi solo sul fatto che ho l’aspirazione di vincere un giorno il Grande Slam europeo, potete fare una prima pagina dicendo che voglio andare via. Fatelo, dipende dal vostro modo di lavorare, di vendere la verità o di vendere quello che più vi piace e può farvi guadagnare maggiormente».
Con un finale a effetto: «Non scrivete che Josè e Ibra rimangono al cento per cento. Quello può dirlo solo il presidente». E ieri Moratti era ad Appiano Gentile, la presenza della società in questi casi ha un suo fascino.