Mourinho a Sheva: «C’è il Liverpool, svegliati»

Il tecnico del Chelsea dà favoriti i Reds («noi siamo a pezzi») e pizzica l’ucraino

nostro inviato a Londra

Josè Mourinho non si nasconde. Almeno stavolta. «Noi siamo stanchi, a pezzi, il Liverpool è favorito stasera e può vincere la coppa». Rafa Benitez tocca i famosi ma sa benissimo che il suo collega non va a zig zag, dice la verità, fastidiosa, molesta, con quel tono di chi non lo fa fesso nessuno. Tra i due allenatori c’è il rispetto che si deve tra professionisti e basta. Lo spiega Mourinho: «Benitez? Non è un amico, perchè mai dovrebbe esserlo? Buon giorno e buona notte, questo ci diciamo nel tunnel, non c’è altro tra di noi, lo rispetto perchè ha vinto ma non penso di eguagliare il suo record, tre premierleague senza successi».
Mourinho non si nasconde. Stavolta. Il Times ha scritto ieri che due anni orsono, in occasione della sfida con il Bayern di Monaco, il portoghese, squalificato dall’Uefa per due turni, dopo gli strilli del Nou Camp contro il flirt tra Rijkaard e l’arbitro Frisk, si era imboscato comunque negli spogliatoi dello Stamford Bridge. Da qui, seguendo la partita in tivvù, avrebbe comunicato attraverso radiotelefono al proprio assistente Farria ogni mossa tattica. Le telecamere e i fotografi sorpresero Farria, dotato di berretta, con la mano destra sempre vicina all’orecchio. Farria avrebbe riferito a Steve Clark, altro componente dello staff tecnico del Blues, e il quarto uomo dell’Uefa in campo sarebbe intervenuto pregando di smetterla. Nel secondo tempo la scena sarebbe così cambiata, Silvinho Louro, allenatore dei portieri, faceva da staffetta avanti e indietro nello spogliatoio e poi riferiva, tramite foglietto, i cambiamenti. A fine partita, temendo l’ispezione Uefa, Mourinho sarebbe saltato nella cesta della biancheria (sporca) per uscire dallo stadio. Nella partita di ritorno si sarebbe nascosto nella parte alta della tribuna, sempre con telefono cellulare per comunicare con la panchina ma, sorpreso da una troupe televisiva, sarebbe scappato in albergo, da dove avrebbe continuato il suo lavoro di suggeritore.
«Questi sono argomenti di cui si è già occupata l’Uefa, stop», ha tagliato l’addetto stampa del Chelsea mentre Mourinho, di fianco, teneva la bocca chiusa. Ma ha detto ancora: «Non berrò champagne, non fa parte delle mie abitudini, non fa parte della cultura portoghese, spagnola, italiana, semmai di voi inglesi, che ne siete felici. Ribadisco: noi siamo a pezzi, il Liverpool da metà stagione non pensa che a questa partita, un po’ come il Milan che in campionato non ha avuto pressioni. Negli ultimi due anni noi abbiamo ottenuto almeno 50 punti più del Liverpool che è squadra da ko, più che da torneo lungo». E poi ha pizzicato Schevchenko: «Ha giocato meno minuti dei suoi compagni, dunque lavori per gli altri, cerchi di segnare un gol, è il più fresco. Se lo farà ne saremo felici». Ballack invece non ce la farà, Carvalho sì, Essien è squalificato ma ha passato quattro ore in guardina per guida in stato di ebbrezza. Aveva scolato nel club privato The Prince of Wales, con un paio di amiche e amici, 6 bottiglie di Dom Perignon e 1 di Cristal, per un conto di 1500 euro. Una volta montato a bordo della sua Range Rover è stato fermato dalla polizia. Concludo con un po’ di football: Rafa Benitez recupera Finnan e ha il dubbio di Crouch, più bravo che bello. Roman Abramovich è a lutto per la morte del suo sponsor Boris Eltsin, i soldi non sono tutto ma gli ex rubli convertiti in Gran Betagna stanno facendo di ogni. Arbitra Merk, di mestiere dentista. Vediamo a chi farà più male.