Mourinho stavolta scivola ma Acquafresca non infierisce I nerazzurri steccano la prima del 2009: Ibra salva almeno un punto L’attaccante futuro interista prima segna poi sbaglia il gol della vittoria

MilanoPaura e terrore a San Siro, rimedia Ibra che segna il gol più semplice della carriera, ma il Cagliari ne sbaglia almeno quattro e spiega che il campionato è ancora lungo. Un po' tutti imbastiti, stretti in pochi metri, l'unico che cerchi il lancio lungo è Muntari, al terzo tentativo gli riesce di pescare Ibra in area, tocco per Chivu, fuori abbondante. In un'azione tutta l'Inter di ieri sera, gioco semplice che il Cagliari non fa neppure fatica a murare. Molto freddo, movimenti rigidi, sbagliano cose elementari in serie Maxwell, Cordoba e Zanetti, Cruz lotta con Canini, dall'altra parte nessuno vorrebbe essere al posto di Acquafresca fra Samuel e Cordoba che se lo rimbalzano. Invece sarà lui a fare festa.
Eppure Mourinho aveva assicurato che la squadra in questi giorni aveva lavorato bene, quindi fiducia, l'Inter non può essere quella che tira giù la testa e non le riesce niente o quasi. Certo di spettacolo non se ne parla proprio, Cruz e Samuel sprecano due inviti splendidi su calcio piazzato, due palle che in genere finiscono in porta alla grandissima, Ibra tira un piattone malinconico fra le braccia di Marchetti da posizione splendida, roba che chiunque altro si sarebbe preso del bidone, anche qui alla grandissima. Se non ci fosse Samuel che si stampa la parte destra della faccia e inizia a sanguinare copiosamente e Zanetti che impazzisce e spara due bordate verso Marchetti, si potrebbe anche chiedere il rimborso come per i treni in ritardo.
L'Inter crea e pasticcia, cerca di dare aria al suo gioco ma non le riesce, Figo a destra, Maxwell a sinistra, a Chivu altro non si può chiedere, è ancora incerto, manca dal primo di novembre, però Mourinho ha sempre ripetuto che in campo mette chi ce la fa. Onestamente Chivu sembra non farcela, Samuel resta fuori quattro minuti per tamponare la ferita e rientra con una vistosa fasciatura, Cambiasso si ritrova a pattinare in una partita che non è la sua, il Cagliari pressa ma non costruisce, le intuizioni dell'argentino sono inutili. Serve qualcosa. E Mourinho ci pensa su.
Quando l'Inter rientra non c'è più Cordoba, Chivu finisce al fianco di Samuel e sulla sinistra c'è il professor Trivela, accolto dai 45mila di San Siro con un urlo, un misto di terrore e speranza. Comunque l'Inter aveva chiuso il primo tempo sbattendo tutte le porte e riprende il secondo alla stessa maniera. Di Cagliari non si parla perché non fa neppure quella partita sbarazzina che Allegri aveva promesso. Ibra ha i guanti e le maniche corte, se è una contraddizione va a spasso con il resto della serata, Zanetti gli dà la palla giusta e lui s'incarta, poi tocca a Cambiasso darla a Figo ma Canini ha la grande intuizione prima che il portoghese si presenti solo davanti a Marchetti. Se l'Inter passa poi tutto scivola via. Invece il Cagliari va in gol. Acquafresca approfitta di uno scivolone di Samuel e calcia un destro che fredda Julio Cesar un metro oltre la sua riga, in tuffo inutile. Ci penserà Mourinho.
Infatti gran confusione. Mancano 25 minuti, dentro tutti, uno schema già visto che ha poco di ragionato e molto da disperato. Escono Samuel e Figo, entrano Crespo e Mancini. La difesa passa a tre, Zanetti, Chivu e Maxwell, neppure un marcatore puro. Davanti c'è un ventaglio di uomini, Mancini a destra, Cruz in mezzo, Quaresma a sinistra, sopra ci sono Crespo al fianco di Ibra che, uno si immagina, si sentirà come il Milano-Lecce a Ferragosto. Cambiasso e Muntari a fare il lavoro sporco e San Siro non incita nemmeno, anzi rabbrividisce quando prima Biondini e poi Cossu e poi Acquafresca sbagliano gol già fatti. Poi è normale, nell'Inter con tutti quei sacramenti davanti, qualcosa doveva succedere.