Mourinho «Prima vinciamo, poi vado a dormire...»

Come ha giudicato l’intervento di Silvio Berlusconi che ha dichiarato l’Inter vincitrice dello scudetto in quanto la squadra più forte? José deve aver pensato per un istante a Guardiola che si avvicina a Hiddink per abbracciarlo e complimentarsi, pochi minuti prima del fischio finale e della beffa del secolo. Un ricordo che lo ha messo sulla difensiva: «Non lo so - ha risposto -. Secondo me se domani sera la differenza in classifica tra Inter e Milan sarà di quattro punti, lunedì Berlusconi farà un altro tipo di discorso... I politici sono bravi a cambiare discorso. A me piace la pace, le parole tranquille. Però qualche volta non c’è da fidarsi di chi alza bandiera bianca...». Allora hanno incalzato: quindi lei tiferà Juventus? «No - ha risposto -, io tifo Inter. E finito il mio lavoro a Verona, torno a casa e vado a dormire, la partita non la guardo neppure. Sicuramente qualcuno dei miei giocatori la guarderà, io no. E magari mi sveglio lunedì mattina senza neppure sapere il risultato di Milan-Juventus». Ma se dovesse essere un dolce risveglio, insistono, ci convoca tutti ad Appiano per comunicare qualcosa? Domanda sibillina e dai mille significati, ma ne ha uno solo serio: se l’Inter si conferma campione d’Italia, si festeggia tutti assieme ad Appiano? José abbassa gli occhi e fa: «No, tutto come prima, ci si ritrova martedì per gli allenamenti». Magari José domenica sera prende la famiglia e la porta al mare, tutto qui. Intanto c’è la trasferta di Verona contro una squadra che sta volando: «Il Chievo ha la stessa gioia nostra - ha detto José -. Noi giochiamo per il titolo, loro per la salvezza. Hanno pareggiato fuori casa con la Roma e con la Juventus, Bogdani ha forza fisica, Pelissier velocità e intelligenza. Ma il futuro è in mano nostra, adesso dobbiamo fare i tre punti». Poi un omaggio al mercato: «Drogba e Milito? Sono due calciatori completamente diversi, come Van Gogh e Chagall, non si possono paragonare. Sono amico di Drogba, non conosco Milito. Almeno non ancora...» e scoppia a ridere.
CDC