Movida, notte con gli sceriffi I giovani: «Che esagerazione»

Movida sotto controllo. Eccoci al primo fine settimana del cocktail con guardia. Divisa scura, giubbotto e pistola d’ordinanza, i vigilantes si sono aggirati dalle ore 21 fino alle 3 del mattino tra i locali vicini all’Arco della Pace e quelli lungo corso Sempione. Obbiettivo: scoraggiare i giovani a esagerare. Con l’alcol, con la droga, con gli schiamazzi, con tutto. Una presenza discreta quella delle guardie, che non si sono mischiate al popolo della notte ma hanno tenuto sott’occhio da lontano ogni movimento sospetto. E già si pensa di estendere i controlli anche alla domenica sera.
Ore 23: il Living, storico locale ai piedi dell’Arco della Pace, entra nel pieno della serata. I tavolini sono tutti occupati, i clienti sono già alla seconda ordinazione, alla terza. I motorini sono parcheggiati ovunque, le auto pure (con tanto di multa sul parabrezza). Le guardie se ne stanno sul marciapiede opposto a quello del pub e osservano in silenzio: «Per ora ci sembra tutto tranquillo - raccontano -. L’atmosfera rischia di scaldarsi più tardi». E infatti poco dopo l’una di notte, tra il Deseo e il Jazz café qualche ragazzotto un po’ «alticcio» sfiora la rissa. Vola qualche insulto, qualche spinta. Ma da lontano spuntano le guardie. E tutto si placa. «Effetto deterrente raggiunto».
Il popolo della movida si accorge a malapena della presenza dei vigilantes, ma nessuno sembra entusiasta di avere qualcuno che controlli la vita dei locali. «Non avevo nemmeno visto le guardie - commenta Claudia, 34 anni, caipiroska alla fragola in mano -. Non che diano fastidio. Ma credo che serva ben altro per combattere alcol e droga. Questo non è il metodo giusto, bisogna essere più incisivi, più repressivi». Claudia porta l’esempio di Londra: «Lì ci sono guardie ogni due metri e se per caso stai fermo per più di cinque minuti, magari ad aspettare il metrò, ti vengono subito a chiedere cosa stai facendo».
Valeria, 28 anni, si guarda intorno per cercare le tanto chiacchierate guardie. Le vede e arriccia il naso. Non le va di essere tenuta sotto controllo. «Capisco la sicurezza, ma qui sembra di essere in una specie di regime. Si sta esagerando un po’». Anche Marco non apprezza la scelta dei commercianti di arruolare vigilantes per tenere a bada la movida: «Questo è un posto tranquillo - commenta mentre sorseggia una birra -. Mi sembra un eccesso metterci delle guardie. Cosa dobbiamo aspettarci tra un po’, il coprifuoco a mezzanotte?». «Sì - aggiunge Guido -. Già non si può più comprare la pizza o il kebab dopo l’una. Non esageriamo con i controlli».
Soddisfatto per la prima serata di debutto è il responsabile della società che gestisce la vigilanza, Adriele Guarneri: «Il servizio è stato soft e anonimo, come volevamo per non essere fraintesi nel nostro intento: non siamo sceriffi ma la nostra è mera assistenza, a fianco delle forze dell’ordine».