La moviola applicata ai «baluba»

D ue minuti per assegnare uno scudetto. Due minuti per decidere se il canestro di Ruben Douglas era stato scoccato oppure no in tempo utile (prima della sirena). Due minuti per sancire con esattezza chirurgica chi aveva vinto e togliere con fredda lealtà a chi aveva perso l’opportunità di polemizzare sino al 2010. L’instant replay messo a disposizione degli arbitri da un’idea geniale di Sky è uno straordinario cavallo di Troia per il mondo dello sport alla ricerca di sempre maggiore credibilità nei risultati.
Così, mentre il calcio ci racconta di signori che girano con valigette piene di denaro per vendere e comprare partite, il basket assegna lo scudetto con la moviola, mettendo tutti d’accordo in due minuti. Tiro valido, titolo a Bologna. E i 12.000 del Forum, tifosi di Milano, se ne sono fatta subito una ragione, sono usciti serenamente dal palazzetto senza sfasciarlo. Non hanno invaso il campo, non hanno assediato gli arbitri negli spogliatoi, ma sono stati tacitati nei loro fremiti, quasi disinnescati dalla tecnologìa. Una tecnologìa che aiuta e non rende impersonale proprio nulla. Perché l’eroica serie di finale dell’Armani Jeans resta; perché lo straordinario gesto balistico di Douglas entra nella storia della pallacanestro. La tecnologìa è servita solo a fare giustizia, esattamente come l’ombrello serve a riparare dalla pioggia e il codice penale a giudicare chi compra e vende le partite.
Rigore, stile, efficacia: tutto questo sarebbe oro anche per il calcio. Sarebbe normale e al tempo stesso meraviglioso sapere in due minuti se un pallone è entrato in porta, se una carezza è un pugno, se un intervento è acqua fresca o rigore clamoroso. Sarebbe anche legittimo e serio, in barba ai cantori del calcio pane e salame, del bar-sport nostalgico e raffermo di chi ritiene le valigette piene di denaro più umane della tecnologìa.
La Federcalcio si riguardi dieci, cento, mille volte le immagini di quei due minuti al Forum di Milano. Adriano Galliani non ne ha bisogno perché era in tribuna. La tecnologìa può aiutare a dirimere questioni regolamentari scottanti e a rendere più civile il pubblico. Chissà che, applicandola al pallone, non riesca nell’impresa di regalarci qualche sportivo in più e qualche baluba in meno.