«Mozart» diventa operina al Dal Verme

Questo pomeriggio, alle 17, al Dal Verme va in scena un'elegante operina di Reynaldo Hahn «Mozart» scritta nel 1925, su testo di Guitry. Raro ed elegante, lo spettacolo prende vita sotto la direzione di Francesco Maria Colombo che, a capo dell'Orchestra dei Pomeriggi Musicali la proporrà al pubblico, in forma scenica. Si tratta di una commedia dall'imprevedibile profondità, specchio del tempo: gli anni Venti, e di una scuola di teatro squisitamente francese, dai risvolti - addirittura - psicologici di grande attualità. Il cast è formato da dai soprano Evguenia Neyova Braynova e Lauren Micelle Criddle, dal tenore Samuele Simoncini, dalla danzatrice Valentina Moar. La voce recitante è di Antonella Franceschini. Regia e revisione del testo sono di Gabriele Duma, scene di Andrea Svanisci. Il vicenda di questo «Mozart» si svolge nei saloni opulenti del barone Grimm protettore dell'allora adolescente musicista che, il quel periodo, senza il controllO del padre, si esibisce in un audace gioco delle coppie, senza sottrarsi all'interesse abbastanza ambiguo delle signore di ogni età e condizione. Il giovane salisburghese, nella pièce (come sembra nella realtà), viene ammirato sì per le sue eccelse doti musicali ma anche per l’inesaurita voglia di verificare continuamente la temperatura del proprio sangue. Nell'operina si sottolinea il giusto debito storico - non ancora saldato - della scarsa sensibilità dei parigini verso la musica mozartiana e l'ammirazione di Hahn verso il salisburghese: «È capace di rendere i suoni come parole» e di «trasformare ogni battito del cuore in nota». Commedia in musica «Mozart», è scritto sullo spartito che, sia ben chiaro, non vuol dire operetta, anche se couplets e melologhi parlati sulla musica, caratteristici della sintassi teatrale francese, la ricordano sovente. In questa operina di musica veramente originale ce n'è poca, ma abbondano i calchi mozartiani: dal «Don Giovanni» alle «Nozze di Figaro»... e non solo. Non si tratta - invero - di autentico pastiche, ma una sorridente via di mezzo, in cui il settecento incontra la belle-èpoque in un gioco autenticamente spiritoso.
«Mozart» di Hahn replica il 3 maggio, sempre al Dal Verme.