Mozart, l’Islam e la testa del regista

Il re di Creta fino all'altra sera era pronto ad arrivare a Berlino con un bel mazzo di teste mozzate. Teste autorevoli: Poseidone, Gesù, Budda e Maometto. Era previsto in palcoscenico alla, fine dell'opera di Mozart Idomeneo, e in questa immagine il regista Hans Neuenfelds, con la leggerezza tipica della sua scuola, intendeva propugnare la pace abolendo le religioni.
Con postuma lungimiranza alla Deutches Oper han sospettato che la cosa potesse essere offensiva e magari anche pericolosa ed hanno cancellato lo spettacolo, che peraltro era stato già fischiato tre anni fa.
Mozart coll'Islam aveva dei rapporti virtualmente interessanti: nel Ratto dal serraglio, turcheria con la caricatura allegra di quel mondo d'Oriente, finisce inaspettatamente col Sultano rispettoso rapitore di fanciulle che lascia libera la preferita, insieme al ragazzo venuto di nascosto a ripigliarsela, proprio quando sa che egli è il figlio d'un suo mortale nemico, dando così un'eroica lezione di perdòno. Idomeneo è invece semplicemente la storia d'un re che, colto in nave da una tempesta, compie il barbaro voto di promettere d'uccidere la prima persona che incontrerà se sarà salvo, e ahi incontra suo figlio; ma la voce d'un Dio alla fine accetta in cambio l'atto d'amore d'una ragazza pronta a morire al posto dell'innocente, salvando lui e lei e dando al popolo tutto festa e pace.
Non so chi avrebbe potuto chiedere la testa del regista, che sembra non possederla; ma comunque c'è stata una grande polemica sulla libertà d'espressione. Mi sembra che così si sia persa una felice occasione per trovare un bel piano di intesa preventiva fra le religioni e le civiltà, promettendosi di evitare di occuparsi degli eventi cretini.