Mozart sulle colline piacentine A lezione di musica e civiltà

A fianco della gente – cento, centoventi persone – c’è l’antico muro d’una chiesa, e forse quello d’una vecchia stalla, dall’altra parte gli alberi e il verde spazio delle colline piacentine. Siamo seduti chi su bianche sedie di plastica, chi per terra, e il terreno è in discesa e in fondo quattro giovani suonano Mozart, flauto ed archi. Un’allegria, un vago incantamento s’insinuano nell’ultima luce del giorno; si respira un silenzio affettuoso, solo qualche risatina di bambini lo screpola senza romperlo, e si sente da lontano a tratti il lieto affaccendarsi di chi prepara torte caserecce per tutti. Siamo a Verbeto, comune di Agazzano; i musicisti sono bravi e generosi, staccano i tempi limpidi, contrastano nettamente piano e forte: sono Lorenzo Missaglia flauto, Paolo Costanzo violino, Lorenzo Quero viola, Marco Decimo violoncello: insegnano o si sono diplomati al Conservatorio di Piacenza. Senza che nessuno voglia metterla giù dura, questa è fragrante civiltà.