Mozione bipartisan a Palazzo Marino: la Fiamma deve rimandare il corteo

Dopo la richiesta dell’aula, Scarpis lo autorizza solo dall’1 febbraio

Chiara Campo

Il corteo della Fiamma Tricolore si potrà fare, ma soltanto dopo il primo febbraio. Il questore di Milano Paolo Scarpis ieri sera ha deciso che la manifestazione organizzata per domani alle 16.30 in città dovrà essere posticipata. Una prescrizione che accoglie così la richiesta giunta soltanto poche ore prima dal consiglio comunale, dove solo la Lega Nord, un consigliere di Forza Italia e uno di Alleanza Nazionale hanno votato contro la mozione con cui veniva chiesto alle autorità di rinviare il corteo della Fiamma. Ma il sì è stato bipartisan ed espresso a larga maggioranza con 39 voti a favore. Il percorso si sarebbe dovuto snodare da piazzale Loreto, luogo in cui il cadavere di Benito Mussolini fu appeso il 25 aprile del 1945, fino a piazza San Babila. Ma proprio domani iniziano le celebrazioni in ricordo della Shoah, che culmineranno nel «Giorno della memoria» il 27 gennaio, sessantuno anni dopo la liberazione di Auschwitz. «Una coincidenza ignobile e inaccettabile - ha protestato il vicepresidente del consiglio regionale Marco Cipriano - che la Fiamma sfili proprio nei giorni che ricordano migliaia di ebrei vittime innocenti del nazismo. Rischia di diventare una gravissima ed evitabile offesa ai parenti di chi morì nella Shoah». Una delle tante voci di protesta. E ieri sera il questore Paolo Scarpis ha deciso di autorizzare la manifestazione soltanto dopo il primo febbraio.
Il capogruppo milanese dei Ds Emanuele Fiano, seguito poi dal senatore Roberto Biscardini della Rosa nel pugno e dal candidato alle primarie dell’Unione Davide Corritore da ieri mattina avevano anche iniziato uno sciopero della fame in segno di solidarietà nei confronti della Comunità ebraica di Milano. E proprio Fiano è stato il primo firmatario della mozione presentata in aula, con cui si sottolineava anche il passaggio dei manifestanti accanto alla sede provinciale dell’Anpi. «Non chiediamo di vietarlo - ha precisato Fiano ai colleghi -, ma solo di rinviarlo ad un momento più opportuno». Proposta condivisa in aula anche da Forza Italia e Alleanza Nazionale. Anche se mentre la consigliera di An Carla De Albertis ha votato a favore «per amicizia e rispetto nei confronti della Comunità ebraica, nel passato e nel presente, non certo in segno di solidarietà all’Anpi», la collega Barbara Ciabò che prima aveva deciso di votare a favore si è poi espressa contro «per i toni che ha preso il dibattito dai banchi del centrosinistra». Per il consigliere del Carroccio Ettore Tenconi, invece, «rimandare il corteo suona come una proibizione, e non vedo perché il consiglio comunale dovrebbe vietare una manifestazione autorizzata dalla questura: oggi tocca alla Fiamma Tricolore, domani magari alla Lega». Dopo la decisione del questore, il diessino Fiano ha espresso «soddisfazione» e ringraziato Scarpis «per la sensibilità dimostrata. Credo che abbia pesato anche il voto del consiglio e la mobilitazione che si stava sollevando in città».