Una mozione che dà corrente ai centri sociali

Non c’è nessuna sfida politica, nessuna autoriduzione proletaria. I Disobbedienti romani non tirano fuori un euro semplicemente perché sono sicuri (o almeno così qualcuno ha garantito loro) che alla fine nessuno farà mai un’ingiunzione di pagamento, taglierà i fili della corrente elettrica, chiederà di appianare le tante morosità arretrate.
Insomma, Disobbedienti sì, ma decisamente molto accorti. La chiave di volta che regge tutto questo meccanismo sta nella mozione numero 45 del 22 luglio 2004, approvata a maggioranza dal consiglio comunale: «Da parte dell’Acea - la premessa - si è cominciato a procedere al distacco delle utenze della luce e dell’acqua nei confronti di alcune situazioni di emergenza abitativa». «Tenuto conto del permanere della grave emergenza abitativa e che se si operassero i distacchi si creerebbe una grave situazione di scontro sociale - prosegue la mozione - si impegna il Sindaco e la giunta comunale: 1) Ad intervenire immediatamente presso l’Acea e il Prefetto di Roma per impedire i distacchi in tutte le situazioni di emergenza abitativa; 2) A farsi promotore di un tavolo di trattativa con l’Acea; 3) A prevedere un parziale contributo economico per l’erogazione delle utenze in oggetto».
La mozione porta otto firme. Fra queste, quelle di Di Francia, Sentinelli, D’Erme, Spera. In quel giorno dell’estate di due anni fa viene approvata con 24 voti favorevoli e 12 contrari. Lì per lì non succede un granché. Ma quattro mesi dopo tutto il movimento scende in piazza. A rischiare il taglio della luce sono i principali centri sociali: Corto Circuito, Spazio Onda Rossa, via De Lollis (okkupato da Action), via del Porto Fluviale (idem), via Carlo Felice (idem). Un terremoto. Le elezioni sono ancora lontane, ma il Comune corre lo stesso ai ripari. E la mozione 54/2004, da quel momento, prende corpo e viene fatta rispettare. Trattando di «emergenza abitativa» dovrebbe riguardare solo i senzatetto? Nessun problema. I centri sociali ospitano sempre qualcuno all’occorrenza. E gli altri, quelli che non stanno con Action? Be’, se non pagano la luce, possono sempre provare a far leggere la mozione della Sentinelli agli ispettori dell’Acea. Non si sa mai. Magari sarebbe interessante sapere che cosa gli rispondono questi ultimi.