Una mozione di Forza Italia per dire no alle unioni civili

Una mozione per confermare il «no» della Cdl ai Pacs, e per chiedere ai vari partiti dell’Unione di schierarsi apertamente sui patti civili di solidarietà, prendendo una posizione chiara di fronte agli elettori. L’iniziativa, che chiude la porta del centrodestra alle unioni di fatto, arriva da Forza Italia che ieri ha presentato una mozione in consiglio regionale. Si tratta di un documento già passato per il Campidoglio (dove la maggioranza non ha comunque voluto metterlo all’ordine del giorno, impedendone dunque la discussione) e per i municipi di Roma, interessati dal tema dei Pacs già da qualche mese, con l’istituzione dei registri per le unioni civili nel X municipio presieduto da Sandro Medici di Rifondazione. Nella mozione, illustrata ieri dal vicecapogruppo azzurro in Regione, Stefano De Lillo, dal consigliere capitolino Fabio De Lillo, dal presidente del consiglio e dal capogruppo di Forza Italia del XVIII Municipio, Alessandro Vannini e Riccardo Rossi, Forza Italia «deplora ogni tentativo di istituire i Pacs» e chiede a tutte le forze politiche del centrosinistra di dire come la pensano su questo tema. «L’istituzione dei Pacs - paventa Stefano De Lillo - è una scorciatoia per far acquisire alle coppie di fatto i diritti riconosciuti alle coppie sposate, che però hanno assunto quei doveri richiesti dal matrimonio. Con la mozione vogliamo sollevare l’argomento a livello regionale, comunale e municipale, e presto anche in Provincia. Anche per capire come la pensa la maggioranza che su questa materia è divisa». Nel documento Forza Italia ricorda che per gli eterosessuali c’è già il matrimonio «che riconosce i diritti e i doveri dei coniugi e delle famiglie», mentre «nel caso di unioni omosessuali non ci sono argomenti per alterare in modo così radicale la struttura eterosessuale del matrimonio, che appartiene a ogni cultura, religione e storia». L’ultimo richiamo è per il sindaco Walter Veltroni: «Su questo tema anche il sindaco non può avere una posizione incerta. E vorremmo sapere come la pensano a riguardo i sette eletti con Forza Italia che ora sono nella multietnica maggioranza capitolina».