Mps-Antonveneta la parola passa alla Banca d’Italia

Il cda del Monte dei Paschi ha inviato la richiesta di autorizzazione all’istituto centrale. Mussari avvia lo «slalom» per raccogliere 9 miliardi

da Milano

Via libera dal cda del Monte dei Paschi di Siena alla richiesta di autorizzazione alla Banca d’Italia per il progetto di acquisizione di Banca Antonveneta dal Banco Santander, operazione da 9 miliardi di euro. Secondo fonti finanziarie, nella riunione di ieri il consiglio, presieduto da Giuseppe Mussari, ha analizzato la documentazione che lunedì o martedì della prossima settimana sarà trasmessa a Palazzo Koch.
Il piano finanziario è ormai definito da tempo mentre quello industriale è ancora in lavorazione e dovrebbe essere pronto entro febbraio-marzo. L’aumento di capitale di 5 miliardi annunciato da Mussari, secondo le stesse fonti potrebbe essere portato all’approvazione dell’assemblea che sarà convocata per l’approvazione del bilancio 2007.
Ieri il presidente della Fondazione Mps, Gabriello Mancini, che controlla il 49% del Monte, ha confermato che l’ente sottoscriverà l’aumento di capitale, tuttavia «non possiamo parlare di cifre - ha detto Mancini - perché ancora non conosciamo il piano. Ma faremo la nostra parte». L’esame da parte della banca centrale può durare fino a 60 giorni. Rocca Salimbeni intende procedere con l’acquisizione in tempi piuttosto spediti. Secondo quanto ha dichiarato Mussari, nelle sue intenzioni c’è la presentazione del piano industriale per l’inizio marzo e la conclusione dell’operazione per giugno.
L’impegno di Mps per l’acquisto di Antonveneta è considerato molto oneroso. La banca dovrà vendere molti dei suoi gioielli. Tra questi, una parte del patrimonio immobiliare, un certo numero di sportelli, e la società del risparmio gestito Montepaschi asset management che ha sede a Milano ed è guidata da Nicola Romito, uno dei vicedirettori generali. La vendita dovrebbe comportare, inevitabilmente, la chiusura degli uffici di Siena e di Londra.
Il futuro partner, che rileverebbe il 70% di Mps asset management, potrebbe essere una grande banca d’affari internazionale o un fondo italiano. Si fanno i nomi di Lehman Brothers, JP Morgan, Templeton, e quello del gruppo francese Axa, che ha già rapporti organici con la banca di Siena.