Mps «incassa» l’aumento per Antonveneta

da Milano

Banca Montepaschi ha superato brillantemente un appuntamento essenziale per il suo futuro: l’assemblea straordinaria ha approvato, con una maggioranza che ha sfiorato l’unanimità, l’aumento di capitale da porre al servizio dell’acquisto di Antonveneta. La banca, come si ricorderà, era stata messa sul mercato dalla spagnola Santander dopo l’acquisizione (con Fortis e Rbs) del gruppo olandese Abn; quest’ultima l’aveva acquistata vincendo a suo tempo il braccio di ferro con Banca popolare italiana. Mps pagherà 9 miliardi. L’aumento di capitale approvato ieri è di 5 miliardi, più uno riservato a Jp Morgan che lo metterà al servizio di un’emissione di obbligazioni convertibili. Tecnicamente, l’assemblea ha delegato il consiglio di amministrazione a richiamare le nuove risorse; l’operazione sarà realizzata nei tempi necessari, e cioè dopo le autorizzazioni attese dalla Banca d’Italia e dall’Antitrust. La prima, che in questo caso (che prevede modifiche statutarie) ha 90 giorni di tempo per pronunciarsi, darà il proprio verdetto entro la metà di aprile. L’Antitrust, da parte sua, ha già fatto sapere che si esprimerà entro la metà di maggio. Solo al termine di questo processo sarà dunque richiesto il denaro ai soci.
Soci che ieri, in assemblea, rappresentavano circa il 75% del capitale; e che approvando la delibera hanno dunque anticipato la propria adesione all’operazione. Come dire, che i tre quarti dell’aumento sono già garantiti; il resto (il 25%) è flottante in Borsa.
Alcuni piccoli soci ieri hanno contestato l’acquisizione. Giuseppe Mussari, presidente di Mps, ha respinto nuovamente l’idea che Antonveneta sia stata pagata più del valore reale: «Il prezzo a sportello è stato di 9 milioni mentre la media delle ultime operazioni bancarie è stata di 9,5, con punte di 12,8 milioni». «Un errore - ha detto - sarebbe stato quello di non fare l’operazione». Mussari ha aggiunto che il Monte ha per ora completato la propria crescita in Italia, «prendendo anche dei rischi: ma senza rischi non c’è crescita nè ci sono opportunità di sviluppo».
Una delle novità apparse ieri in assemblea è la presenza a libro soci dello stesso Santander, con una quota dell’1%: il gruppo spagnolo era rappresentato, tra il pubblico, dal suo plenipotenziario in Italia, Ettore Gotti Tedeschi. Mussari ha precisato che l’ingresso degli spagnoli, venditori di Antonveneta, non era previsto dagli accordi, e che non prelude ad accordi industriali. Anche Enrico Marchi (presidente della Save-Aeroporti di Venezia), che attraverso Finint già partecipa al capitale di Mps, ha annunciato l’intenzione di crescere di peso nella banca senese. Il prossimo appuntamento per il Monte è fissato con il piano industriale: per lunedì è previsto il suo varo da parte del cda e per martedì la sua presentazione alla comunità finanziaria. In attesa, Piazza Affari ieri ha impresso al titolo un ribasso del 2,23%, a 2,85 euro.