Mps, Mussari vicino alla presidenza Si tratta ancora sul cda

La riunione della Fondazione per designare il prossimo vertice slitta a lunedì. Il ruolo di Bellaveglia e le mosse dei soci privati

Marcello Zacché

da Milano

Giuseppe Mussari, presidente della Fondazione Mps, è a un passo dalla designazione alla presidenza del Monte dei Paschi. Ma non tutti i tasselli del futuro vertice della banca senese sono ancora al loro posto: la riunione della deputazione della Fondazione Mps prevista per oggi, che avrebbe dovuto presentare la lista dei consiglieri da presentare all’assemblea del 29 aprile, è slittata a lunedì. Ufficialmente per consentire a tutti di partecipare nonostante i vari impegni. Anche se, in realtà, il motivo è che c’era bisogno di un altro po’ di tempo.
La Fondazione, che controlla la maggioranza del capitale della banca, ha diritto a designare 5 membri su 10, tra cui il presidente. E se Mussari è nella rosa, in quota ai Ds ci sarà anche la conferma di Fabio Borghi. Ma il terzo posto che «spetterebbe» a personalità vicine al primo partito della città non è ancora blindato.
Il nome di Lucia Coccheri (dirigente di una municipalizzata della città) potrebbe cambiare ancora. Dipenderà molto dalla sorte di Stefano Bellaveglia, attuale vicepresidente e presidente reggente di Hopa, che potrebbe andare al vertice della controllata Banca Toscana, oppure restare in Cda. Il suo nome circola anche come possibile futuro amministratore delegato, ma l’impressione è che su questa scelta i giochi verranno fatti dal prossimo Cda.
Il posto in «quota» all’opposizione dovrebbe restare ad Andrea Pisaneschi, accademico considerato, a torto o a ragione, vicino ai centristi del Polo. Mentre non sembra ancora sicuro che l’ultimo scranno spetti, in quota «Margherita», ad Andrea Riccaboni. In ogni caso il lungo week end elettorale servirà per far quadrare i conti cittadini per la quinta banca nazionale. E forse non è un caso che lunedì pomeriggio ci sarà a disposizione anche l’elemento in più delle prime stime sui risultati delle elezioni nazionali.
Poi, nei prossimi giorni, toccherà ai privati. Caltagirone, Hopa, Gorgoni, Unipol e Unicoop Firenze devono trovare ancora un’intesa, con il rischio di arrivare a due liste per gli altri 5 posti (con il blocco cooperativo in contrapposizione agli altri). I dubbi riguardano soprattutto il ruolo di Hopa, che attualmente è guidata dallo stesso Bellaveglia. Mentre il gruppo cooperativo non ha ancora avuto garanzie sulle future possibili partnership con la banca.
marcello.zacche@ilgiornale.it