Mps, passa la linea Mussari: ok a un nuovo piano industriale

La Fondazione stringe i tempi. Gnutti: assemblea il 15 dicembre

da Milano

Un nuovo piano industriale triennale del Monte dei Paschi di Siena verrà definito in tempi brevi.
Questa la decisione presa ieri dal cda della banca di Rocca Salimbeni. Si è dunque imposta la linea voluta dal primo azionista, la Fondazione Mps, che in vista del nuovo corso dell’istituto, sancito nella sostanza dalla chiusura definitiva di ogni contatto con la Bnl e nei fatti dalla imminente scadenza dell’attuale vertice, intende dare un’impronta precisa alle future linee strategiche.
Il direttore generale, Emilio Tonini, avrebbe preferito riparlarne più tardi, al completamento del piano in corso, che sembrerebbe procedere in linea con gli obiettivi prefissati. L’attuale piano industriale, infatti, si esaurisce nel 2006, in coincidenza con la scadenza del consiglio d’amministrazione che verrà rinnovato ad aprile. La decisione del cda, osservano le fonti interpellate, anticipa quindi di qualche mese la messa a punto delle nuove linee strategiche della banca.
Il prossimo passo formale sarà la scelta dell’advisor che sarà proposto da Tonini. Poi verranno messe a punto le linee guida. Una discussione sui contenuti da dare al nuovo piano potrebbe essere avviata già nel prossimo consiglio di novembre. Ma è difficile che la versione definitiva e pubblica arrivi prima del primo trimestre 2006.
Il cda ha anche deciso la convocazione dell’assemblea ordinaria e straordinaria dei soci per il 15 e il 17 dicembre per il reintegro nella carica di vicepresidente di Emilio Gnutti, sospeso il 25 agosto scorso dopo la decisione del tribunale di Milano nell’ambito della vicenda di Antonveneta. La parte straordinaria sarà dedicata all’aumento gratuito di capitale mediante aumento del valore nominale unitario delle azioni tramite utilizzo delle riserve da valutazione e della riserva straordinaria.
Nel frattempo la posizione di Gnutti a Brescia potrebbe cambiare, ma non prima della soluzione dei rapporti con Telecom. Il presidente di Hopa potrebbe lasciare il vertice della finanziaria una volta definiti i rapporti con Olimpia, holding che detiene la quota di riferimento di Telecom Italia. Hopa e gli altri soci di Olimpia devono disdire entro il 9 febbraio 2006 il patto di sindacato che li lega, in scadenza il 9 maggio 2006.