Per Mps profitti a 261 milioni Tengono Banco Popolare e Bper

Dopo Intesa Sanpaolo, Unicredit e Bpm, ieri sono state Mps, il Banco Popolare e Bper a srotolare i conti semestrali nell’estate nera dell’economia mondiale, mentre martedì sarà la volta di Ubi. Il Monte Paschi ha chiuso il semestre con un utile di 261,4 milioni, stabile rispetto a metà 2010, ma in crescita del 28% se si escludono le partite non ricorrenti. Nel solo secondo trimestre i profitti sono cresciuti a 121,1 milioni. Il risultato operativo netto è salito a 611,6 milioni (+26,3% ), grazie ai ricavi (+5,1% anno su anno) e alla riduzione delle rettifiche su crediti (-3,5% anno). Il gruppo presieduto da Giuseppe Mussari, che ha incassato la conferma del rating da parte di S&P, ha un Tier 1 del 9,5% grazie all’aumento di capitale da poco concluso. E il direttore generale Antonio Vigni si è detto «tranquillo sul fronte della liquidità». Il Banco Popolare di Pier Francesco Saviotti, che ha approvato anche l’annunciato riassetto della «banca unica» e l’addio alla governance duale, ha invece chiuso i primi sei mesi con un utile di 191 milioni, in crescita del 27% rispetto allo scorso anno senza gli effetti del consolidamento fiscale di Italease, a fronte di una raccolta diretta di 107,7 miliardi (+3%) e impieghi per 100,6 miliardi (+2,1%). Sul fronte patrimoniale il Core Tier 1 è al 6,5%, e il Total capital ratio all’11,2%.
La Banca popolare dell’Emilia Romagna, guidata da Fabrizio Viola, ha invece chiuso il semestre con un utile netto di 96,1 milioni, il dato è in crescita del 45,4% sul 2010 se si escludono i proventi straordinari legati alla vendita della quota di controllo di Arca Vita e Arca assicurazioni. Il margine di intermediazione si è attestato a 1,04 miliardi (+2,7%), con un margine di interesse a 650,6 milioni (+2,6%).