Mps raddoppia l’utile netto e conferma gli obiettivi 2009

Montepaschi e Banco Popolare sostengono il clima di maggiore fiducia che si è venuto a rafforzare attorno alle banche italiane in questa tornata di trimestrali, già confermato nei giorni scorsi dai bilanci di Intesa Sanpaolo e Unicredit. Numeri sopra le attese della vigilia per Mps, che riesce quasi a raddoppiare gli utili, e per il Banco Popolare, che torna al profitto dopo un quarto trimestre in perdita.
E complessivamente positiva è stata la risposta di Piazza Affari. Pur in una seduta assai volatile Mps ha chiuso con un rialzo di oltre un punto e mezzo, arrivando però a guadagnare in apertura fino al 3,2%. Scivola invece in negativo, nel corso del pomeriggio il Banco Popolare (-1% la chiusura), dopo una fiammata che a inizio seduta aveva portato il titolo su del 4,5%.
Per Siena l'utile netto ha superato i 300 milioni di euro, dai 171 del primo trimestre 2008, grazie soprattutto ai proventi della cessione di attività. In particolare la vendita del 67% dell'asset management al fondo Clessidra, che ha fruttato quasi 200 milioni di euro, controbilanciando ampiamente gli accantonamenti al fondo rischi eseguiti dall'istituto, pari a 11 milioni.
L'andamento sostanzialmente positivo dei conti permette a Mps di confermare gli obiettivi del 2009: un taglio dei costi nell'ordine del 3% e un margine di interesse sostanzialmente flat, ovvero in linea con quello dell'anno scorso, come ha spiegato agli analisti il direttore generale Antonio Vigni. Un segnale di un clima rasserenato, dopo la richiesta di Tremonti bond per 1,9 miliardi di euro, arriva anche dalla questione sportelli. Mps ne deve ancora cedere 150, entro fine anno, per soddisfare le richieste dell'Antitrust a seguito dell'acquisizione di Antonventa. Le trattative continuano ha detto il direttore finanziario Marco Morelli, facendo tuttavia capire che al momento non c'è fretta e che la cessione avverrà solo a prezzi ritenuti adeguati. Intanto, secondo quanto riferisce l'agenzia Radiocor, ci sarebbe già un compratore pronto a rilevare una prima tranche di 15 filiali. La chiusura di quest'operazione potrebbe avvenire entro i primi dieci giorni di giugno, inducendo l'Antitrust a concedere più tempo a Mps per riuscire a vendere in blocco le restanti agenzie.
Per il Banco Popolare invece l'utile netto del periodo gennaio-marzo si è attestato a 219 milioni di euro. Erano stati 260 nello stesso periodo dell'anno scorso, ma la buona notizia è che l'istituto si rimette prontamente in carreggiata dopo le svalutazioni di fine 2008, decise dal neo amministratore delegato Pier Francesco Saviotti per ripulire i bilanci e causa di conti in rosso nel quarto trimestre. Se si escludono le componenti «non ricorrenti» il risultato del Banco Popolare segna addirittura un incremento, del 18%, a 138 milioni di euro.
«Sono dati che mi piacciono» ha commentato lo stesso Saviotti, rinnovando le rassicurazioni ad analisti e investitori anche sul fronte della qualità degli affidamenti. «Di patologie non ce ne sono» ha detto l'amministratore delegato, che ha comunque definito il 2009 un anno di transizione, in linea con il profilo sempre prudente mostrato finora dalla sua gestione. In attesa ovviamente di chiudere la partita Italease, causa di tanti dei problemi recenti del Banco Popolare. Primo passo l'Opa, appena approvata, sulla controllata, poi, una volta acquisito il 100% del capitale, via alle trattative per la cessione di asset o per la costituzione di joint venture. Le manifestazioni di interesse non mancano, fa sapere il Banco Popolare che ribadisce: l'obiettivo è deconsolidare al più presto Italease dal bilancio.