Mps smentisce i progetti di aggregazione con Unipol

L’ipotesi era stata lanciata in assemblea dal presidente di Finsoe, Turiddo Campaini

da Siena

Monte dei Paschi di Siena frena sull’ipotesi di nozze con Unipol. Sollecitata dalla Consob, la banca ha smentito, in una nota, l’esistenza di un progetto per l'integrazione con la compagnia assicurativa bolognese.
La dichiarazione ha fatto rallentare la corsa del titolo Unipol (che ieri guadagnava il 2,14%, ma ha chiuso a più 0,45%) partita sull’onda delle dichiarazioni di Turiddo Campaini - presidente di Finsoe, la controllante di Unipol, e di Unicoop Firenze, oltre che consigliere dell'istituto senese - che, all’assemblea di sabato, aveva preannunciato l'intenzione di lavorare per «l'integrazione tra Mps e Unipol». Una fuga in avanti, stoppata quasi subito dal neo vicepresidente Francesco Gaetano Caltagirone: «Le integrazioni si fanno su piani industriali», aveva detto. Le indiscrezioni di stampa, comunque, hanno preoccupato la Consob, che ieri ha chiesto una dichiarazione ufficiale. Infine, è arrivata la nota di Mps che ha rassicurato i mercati: il titolo dell’istituto, dopo aver ceduto lo 0,63%, ha chiuso a 4,708 euro (+0,13%).
In realtà Siena, ormai da anni, guarda con diffidenza all’alleanza con Via Stalingrado, che non è mai decollata: oggi, dopo la vicenda Bnl, la strada verso Unipol sembra anzi più in salita che mai.
Gli altri dossier sul tavolo del neopresidente Giuseppe Mussari, eletto appunto sabato scorso insieme al nuovo cda, potrebbero essere quello che riguarda le Popolari e quello su Banca Intesa. Più lontana sembra essere un'ipotesi San Paolo-Imi. Certo è che Mps è rientrata a pieno titolo nel risiko bancario, anche se i mercati dovranno probabilmente pazientare ancora un po’: dopo le elezioni amministrative del 28 e 29 maggio, Mussari potrà davvero dare il via a una nuova stagione per il Monte, forte dell'appoggio della città e anche di una parte dei soci privati che fanno capo a Caltagirone.
Una stagione che potrebbe avere anche la «benedizione» dei sindacati confederali, che in una nota ufficiale spiegano di essere pronti a valutare «progetti credibili di aggregazione» e che, anzi, «nessuno potrà sottrarsi aprioristicamente ad un confronto».