Mr Tod’s furibondo: «Vado avanti fino all’ultimo grado di giudizio»

Dalla Valle carica a testa bassa il commissario Figc senza nominarlo: «C’è in gioco la dignità di famiglia»

da Folgaria (Trento)
Una lunga riunione con i propri legali interrotta da una pausa pranzo particolare: Diego Della Valle è partito in elicottero da Firenze per raggiungere Folgaria. Un’ora di volo per salutare la Fiorentina, in ritiro lì dal 10 luglio scorso: un gruppo scosso dalla frustata di una sentenza choc. Retrocessione in B con meno 12. Mister Tod’s - accompagnato dal fratello Andrea e dall’ad Mencucci - appena arrivato in albergo ha rassicurato Prandelli e la squadra sul futuro. Il gruppo ha gradito. Poi per 40 minuti ha incontrato la stampa: toni di cachemere, pensieri di acciaio. Obiettivo preciso: Guido Rossi. Non lo ha mai nominato ma ogni riferimento era per lui: «C’è un regista che sta girando un film sbagliato usando persone per bene. Sfrutta il calcio, come formidabile volano mediatico, per andare assai oltre. Per fare passare un messaggio sbagliato agli italiani. Ho letto reazioni nervose a sottolineature legittime e normali. Attenzione, c’è in ballo la dignità di famiglie come la nostra. Si deve rispetto alle società, alla città, alla gente».Della Valle duro, deciso, avanti a testa bassa urlando la propria innocenza e quella della Fiorentina. Cercando di trovare qualcuno prima o poi disposto ad ascoltare le ragioni degli incolpati, con le opportune garanzie. Il commissario straordinario della Figc è stato chiaro: «Chi va al Tar del Lazio esce dal calcio...». Mister Tod’s ha ringhiato: «Andremo avanti in ogni forma di giudizio: io rispondo ai codici della giustizia civile e penale, alla nostra Costituzione». Guerra totale, Della Valle non si fida di Rossi. Si ricorda di quando qualche anno fa siedeva nel cda dell’Inter di Massimo Moratti e soprattutto il patron viola ha impresso nella mente quando la Fiorentina sfidò all’Antitrust, in un ricorso sui diritti televisivi, Milan, Juve e appunto Inter. Il consulente legale di Moratti - motore delle tre società -, fu proprio Guido Rossi. Un conflitto di interessi che potrebbe portare nelle prossime ore i legali viola a dare battaglia. Ma intanto il prossimo passaggio si chiama Corte Federale: «Leggo in giro che questo secondo grado dovrebbe servire a ridurre le sanzioni. Faccio un appello ai giudici: parto da un presupposto, la buonafede di tutti, però è innegabile che alla Caf i tempi ridotti, l’assenza delle prove a favore delle difese, un procuratore federale che ha chiesto subito le condanne senza ascoltare i deferiti, siano stati elementi sbagliati. Nel secondo grado mi aspetto una realtà completamente diversa: se ci daranno la possibilità di spiegare, capiranno che noi con questa storia non c’entriamo niente. La Corte Federale dovrà ripartire da un foglio bianco. Pretendiamo un processo serio. Stamani (ieri mattina, ndr) ho letto un’intervista ad un personaggio autorevolissimo (Cesare Ruperto, ndr). Ha detto che i tempi sono stati rispettati. Ma come? Si fanno i processi con un tempo prestabilito? La giustizia non è questa. Ci spieghino chi è colui che ha chiesto di fare così in fretta... A proposito: la prossima volta non aspetteremo la sentenza, ce la faremo dire direttamente dalla stampa visto che la Gazzetta dello Sport venerdì sapeva già tutto... Mi pare un processo mediatico; mi viene da pensare che sia già tutto scritto. Sento aria di giustizialismo a prescindere, con un cinismo politico. Il calcio non è un veicolo per dimostrare quanto siamo bravi. E comunque questa vicenda dovrà essere decisa solo nei tribunali, non dalla politica. Nessuno si senta salvatore della patria. Mi sono letto tutta la sentenza: ha parametri iniqui. Rispetto il collegio giudicante, ma non la posso accettare anche se ai tifosi dico di stare calmi. Si ricordino della loro civiltà».