Mts alla cordata franco-italiana

La società valutata 245 milioni. Prevista entro l’anno la chiusura dell’operazione

Paolo Stefanato

da Milano

Il nuovo socio di controllo di Mts, primo mercato europeo dei titoli di Stato finora appartenente a 52 banche italiane ed estere, sarà una società formata da Euronext (la Borsa pan-europea che riunisce Parigi, Amsterdam, Bruxelles e Lisbona) e da Borsa Italiana. In gara c’era anche la statunitense eSpeed (la piattaforma statunitense per il reddito fisso), ma la scelta della cordata europea da parte degli azionisti di Mts è stata fatta a larghissima maggioranza (quasi il 90%). La società è stata valutata 245 milioni di euro, poco più della stima effettuata dagli americani; la newco franco-italiana otterrà il 51% sottoscrivendo un aumento di capitale dedicato. Il costo per Euronext sarà di 69 milioni, di 56 milioni per Borsa spa, visto che le quote all’interno dell’alleanza sono del 51% per Parigi, del 49% per Milano. I nuovi soci europei non hanno comunque battuto gli americani sul prezzo, ma sulle strategie: mentre eSpeed voleva creare un network mondiale specializzato nel reddito fisso, i nuovi azionisti intendono realizzarne uno europeo ma più diversificato su vari strumenti, soprattutto derivati. Il completamento dell’operazione è previsto entro la fine dell’anno. Mts manterrà, come più volte ribadito, la sede principale in Italia, ma aumenterà la sua già spiccata vocazione internazionale.
L’amministratore delegato di Borsa Italiana, Massimo Capuano, che ha tenacemente sostenuto il progetto, si è detto ieri «molto soddisfatto», anche «per il largo consenso ottenuto da parte di una platea che non è soltanto di azionisti, ma anche di utenti».
Il progetto di sviluppo, spiega Capuano, prevede due linee: «Innanzitutto penso che ci sia spazio per sviluppare la liquidità sul mercato dei bond, grazie alle competenze di Euronext e di Borsa Italiana». Ricordiamo che gli scambi quotidiani su Mts valgono 85 miliardi di euro, quando una seduta di Piazza Affari ne vale 4: il dato rende l’idea delle dimensioni, anche se i due mercati non sono confrontabili, poiché su Mts transita il debito pubblico di molti Stati europei.
Come secondo obiettivo strategico «si tratterà di arricchire la gamma di prodotti e di servizi, soprattutto nell’ambito dei derivati, settore ben sviluppato sia da Euronext che da Borsa Italiana». Non si profilano problemi di sorta per l’integrazione dei sistemi informatici: «Mts - segnala Capuano - ha già in programma di dotarsi di un nuovo sistema informatico, il cui fornitore è lo stesso di Borsa Italiana». Per quanto il mercato dei titoli di Stato e delle azioni siano diversi, ciò potrà in qualche modo agevolare gli utenti.
Per quanto riguarda, infine, la governance, Capuano non vede problemi nel fatto che Borsa Italiana sia socio di minoranza (49%) nella società con i francesi: «Siamo partiti dal progetto industriale, rivolto a prospettive di sviluppo. Le scelte di governance sono state, di conseguenza, del tutto naturali».