Mtv racconta la meglio gioventù da riscoprire

da Milano

Gli altri giovani. O almeno quelli bipartizan, quelli autentici, raccontati sul video con la discrezione e l’incisività delle tecniche documentaristiche. Insomma, se da domani seguirete le puntate della terza serie di Avere vent’anni (Mtv dal lunedì al giovedì dalle 19,30 alle 20,30, sabato dalle 20,30 alle 22,30) vi ritroverete sullo schermo «fatti e persone poco rappresentative e soprattutto poco rappresentate nell’attuale Italia televisiva» (che di giovani ne mostra tantissimi, ma quanto significativi?). Lo scopo del conduttore Massimo Coppola, che ha il carattere e la preparazione per affrontare una sfida così difficile, è quello di raccontare la realtà di chi ha vent’anni e cade spesso vittima di indifferenze o, peggio, di luoghi comuni. E per riuscirci, Coppola ha evitato di scegliere i televisivamente efficaci «margini della società», dove è sempre in attesa una storia difficile e di grande richiamo. Infatti, nelle prime due settimane, Coppola mostrerà la vita, le passioni e i dolori di quattro ragazzi molto in vista, ossia i candidati più giovani alle elezioni politiche (Arturo Scotto, 28 anni di Ds, Giorgia Meloni 29 anni di An, Francesco Caruso, 30 anni di Rifondazione, Mara Carfagna 30 anni di Fi) senza obbligarli alle consuete dichiarazioni elettorali ma stuzzicandoli con provocazioni che alla fine dimostreranno quanto i giovani di oggi siano sensibili alla politica e quanto, per paura di essere strumentalizzati, preferiscano non parlarne, diventando una di quelle variabili che disorientano anche i sondaggisti. Nelle settimane seguenti, Avere vent’anni tratterà dell’emarginazione nelle grandi città italiane, del rapporto tra gli italiani e l’Islam e del lavoro precario.