Mubarak non se ne va ma lascia i poteri al vice La piazza, delusa, chiede l'intervento dei militari

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Mubarak si presenta alla tv di stato per un messaggio alla nazione. In giornata si era sparsa la voce delle sue dimissioni e della fuga dall'Egitto. Ma le aspettative delle centinaia di migliaia di persone assiepatate in piazza Tahrir sono andate deluse. Il raìs: &quot;Affido i miei poteri al vice presidente  Suleiman in base a quanto previsto dalla Costituzione fino alle nuove elezioni che si terranno in settembre a cui non mi candiderò&quot;. <strong><a href="http://english.aljazeera.net/watch_now/" target="_blank">Guarda la diretta</a></strong>
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Il Cairo - Dieci febbraio 2011: doveva essere il giorno della svolta, il ritiro dalla scena di Hosni Mubarak. Così, almeno, era stato annunciato dai vertici militari egiziani. Invece niente. Il presidente resta al potere, almeno fino alle prossime elezioni, che si terranno fra qualche mese. Loha annunciato lui stesso in un discorso alla nazione trasmesso in diretta tv. Dopo aver ribadito che non intende ricandidarsi alle elezioni presidenziali del prossimo settembre Mubarak ha aggiunto che per il superamento della crisi non possono essere accettati ''diktat'' da altri paesi. Rivolgendosi direttamente ai giovani, che da giorni manifestano in piazza contro di lui, il presidente ha detto: ''Il sangue dei vostri martiti non è stato versato invano''. Mubarak ha dunque promesso che le prossime elezioni saranno ''eque e trasparenti''.

Poteri a Suleiman "Affido i miei poteri al vice presidente (Omar Suleiman, ndr) in base a quanto previsto dalla Costituzione, fino alle nuove elezioni che si terranno in settembre a cui non mi candiderò". Mubarak ha promesso le riforme costituzionali necessarie. Poi, con voce ferma ma non senza emozione, ha detto che "non lascerà mai questa terra". Rispedite al mittente le voci di chi lo voleva già in qualche esilio più o meno dorato. L'annuncio di Mubarak è stato accolto da un urloin piazza Tahrir, che nel pomeriggio aveva festeggiato - anzitempo - alla fine del regime.

La collera della piazza Appena Mubarak ha finito il suo discorso i manifestanti di piazza Tahrir hanno iniziato a gridare ''Abbasso Mubarak, Omar Suleiman nulla'', alzando le scarpe al cielo in segno di disprezzo. Poi hanno chiesto a gran voce, all'esercito, di intervenire per accompagnarli al palazzo presidenziale.

Il giorno più lungo La notizia - poi smentita - della resa di Mubarak è arrivata nel pomeriggio nel centro del Cairo. "Questa sera avrete una bella notizia", avevano detto i militari di guardia parlando ai manifestanti. "Verrano esaudite tutte le vostre richieste". Ascoltate queste parole la folla ha esultato. Subito è scattata la corsa alla radiolina per avere la certezza di quanto era stato annunciato. Nell'arco di cinque ore si sono susseguite le notizie più disparate: Mubarak è fuggito, no è ancora in Egitto, si trova a Sharm, no è in una base militare. Tutti col fiato sospeso in attesa di conferme. In serata il presidente è apparso in tv. E ha detto che non se ne va. Lascia i poteri al suo vice. Ma la piazza, che da giorni manifestava la propria rabbia, non si accontenta.

Il premier smentisce: è ancora al potere Il primo ministro egiziano Ahmed Shafik è stato il primo a far sapere che Mubarak era ancora al potere.

L'esercito: proteggeremo la nazione "Il Consiglio supremo delle forze armate è in riunione per trovare una soluzione alla crisi, in risposta alle richieste del popolo". È questo il contenuto del primo comunicato letto oggi dalla tv di stato egiziana. I vertici dell’esercito hanno quindi reso noto di "essere in riunione permanente in difesa degli interessi del popolo", che da 17 giorni sta manifestando per chiedere le dimissioni del presidente. 

Obama: "Si sta facendo la storia" Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha detto che il Egitto "si sta facendo la storia, una nuova generazione leva la voce per essere udita". Obama, parlando alla Northern Michigan University di Marquette, in Michigan, ha detto di stare seguendo "molto da vicino" quello che sta avvenendo in Egitto. "Una cosa è chiara: il popolo chiede un cambiamento, e una nuova generazione, proprio come la vostra, chiede che sia udita la sua voce. In Egitto si sta facendo la storia". Il presidente degli Stati Uniti ha detto che gli Usa faranno "tutto ciò che possono" per garantire "una transizione ordinata" verso la "democrazia" e che punti a "libere elezioni".