Le mucche hanno i dialetti Ogni regione una cadenza

Accento locale per i muggiti. La regola vale anche per il canto degli uccelli

da Londra

Dimensione, forma delle corna, colore del mantello. Composizione, e volume, della produzione di latte. Sono queste le principali caratteristiche con le quali siamo soliti distinguere le mucche. La Bruna dalla Jersey, la Pezzata rossa dalla Frisona. Peculiarità, più o meno evidenti a tutti, alle quali da oggi bisognerà aggiungerne una nuova, piuttosto insolita: l’accento del muggire. Le mucche, come gli uomini, hanno infatti una marcata cadenza regionale, che rivela in maniera infallibile la loro provenienza.
Mucche della stessa razza che comunicano attraverso «muu» di accento differente. I primi a sospettarlo, dopo lunghe e assidue frequentazioni, sono stati alcuni allevatori britannici, capaci di districarsi tra gli incomprensibili acuti bovini. Ma per la conferma ufficiale si è dovuto attendere lo studio di un gruppo di accademici di fonetica che, con puntiglio scientifico, hanno misurato i suoni emessi dalle mucche di diversi allevamenti sparsi in Gran Bretagna. E le intuizioni dei contadini hanno trovato puntuale conferma: le mucche muggiscono in maniera differente a seconda della regione in cui sono nate e cresciute. Meglio ancora, assimilano in maniera naturale l’accento della mandria in cui vivono.
La scoperta non rappresenta una novità assoluta in natura. Anche tra uccelli della stessa famiglia - ha sottolineato John Wells, professore di fonetica all’University of London - sono stati riconosciuti cinguettii di tonalità differente, a conferma di una sorta di «regionalità linguistica». Secondo gli allevatori del Somerset (Inghilterra sud-ovest), meritevoli di essersi accorti per primi del bizzarro fenomeno, il diverso muggire dei bovini sarebbe la diretta conseguenza della contaminazione con il loro dialetto. «Trascorro gran parte delle mie giornate con il mio bestiame - assicura Lloyd Green, agricoltore di Glastonbury - e sono certo di non sbagliarmi se dico che le mie mucche muggiscono con l’accento del Somerset». Incuriosito dalle assonanze provenienti dalle sue stalle, Green ha voluto confrontarsi con altri colleghi, anche di regioni differenti. E non è rimasto affatto sorpreso quando ha scoperto che altri allevatori condividevano le sue supposizioni. Così, tra curiosità scientifica e divertito passatempo, sono stati registrati e analizzati gli accenti regionali di decine di mucche delle Midlands, dell’Essex, di Norfolk e del Lancashire. Un canzoniere bovino. «Ho parlato con numerosi altri agricoltori, e anche loro hanno notato la stessa caratteristica all’interno della loro mandria - aggiunge Green -. D’altronde succede lo stesso con i cani. Più un contadino vive a stretto contatto con il proprio bestiame, e più facilmente gli animali acquisiranno il suo accento».
Un’interpretazione parzialmente condivisa dal professor Wells, autore dello studio, in base al quale gli stessi accenti vengono poi trasmessi, e modificati, all’interno delle stesse mandrie di bestiame. «Questo fenomeno è stato già studiato negli uccelli - spiega Wells -. È possibile rintracciare diversi accenti nei cinguettii di uccelli della stessa specie nelle diverse parti del Paese. Quindi può essere vero anche per le mucche. In piccoli gruppi come le mandrie si possono trovare variazioni dialettiche individuabili, gli animali ricevono infatti maggior influenza dal gruppo di appartenenza».
Un processo di apprendimento non troppo dissimile da quello proprio degli uomini. Come conferma Jeanine Treffers-Daller, docente dell’Università del West England a Bristol, secondo la quale l’accento di un bambino può essere influenzato da quello dei parenti più stretti. «Quando impariamo a parlare - ha spiegato la docente -, adottiamo la tipologia di lingua regionale parlata dai nostri genitori. Esattamente la stessa cosa può accadere anche per la variazione del “muu” delle mucche nel West Country». Una sensazionale scoperta, dunque, che segue di qualche mese le ultime novità emerse dal mondo bovino: prima l’esistenza di mucche omosessuali e, poi, la scoperta del carattere rancoroso di alcune di esse, nient’affatto bonarie come si è sempre erroneamente creduto.
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