"Mugabe via" e l'arcivescovo si taglia il colletto da prete in Tv

L'arcivesco anglicano di York John Sentamu ha inscenato una clamorosa protesta dnte una trasmissione nello studio della Bbc contro il presidente-dittatore dello Zimbabwe <em>(nella foto).</em> Al vertice Unione europea-Africa di Lisbona, duro botta e risposta fra Mugabe da 28 anni al potere e la &quot;banda dei quattro&quot;, ma il leader africano è sempre più isolato

Londra - In diretta tv sugli schermi della Bbc l'arcivescovo anglicano di York ha inscenato oggi una clamorosa protesta contro Robert Mugabe: si è sfilato il colletto bianco da prete, l'ha fatto a pezzi con le forbici e ha annunciato che ne indosserà uno nuovo soltanto quando il controverso presidente dello Zimbabwe non sarà più al potere. Ex-giudice in Uganda, primo sacerdote di colore ad accedere ad una carica che dal 2005 fa di lui il numero due della chiesa anglicana nel Regno Unito, l'esuberante arcivescovo John Sentamu ha presentato un quadro a tinte fosche dello Zimbabwe dove a suo dire la gente soffre le pene dell'inferno per colpa di Mugabe. "Nello Zimbabwe - ha detto l'alto prelato nel corso di un'intervista - che cosa fa Mugabe? Distrugge l'identità delle persone, le fa a pezzi. Io faccio lo stesso con il colletto che é la mia identificazione come anglicano. Per quanto mi riguarda, non ne indosserò più uno fino a quando Mugabe non se ne sarà andato".
Oltre alla sceneggiata con il 'dog collar' (collare da cane, così viene normalmente chiamato in inglese il collare da prete), l'arcivescovo di York ha criticato con asprezza il Sudafrica che non prende provvedimenti contro Mugabe malgrado nello Zimbabwe "la gente soffra la fame". La rabbiosa presa di posizione del numero due della chiesa anglicana del Regno Unito è in sintonia con la drastica linea adottata dal primo ministro britannico Gordon Brown che ha deciso di boicottare il vertice Ue-Africa proprio a causa della presenza di Mugabe, visto a Londra come il peggiore e più irresponsabile dittatore in tutta l'Africa Nera.

A Lisbona Mugabe fa la vittima e attacca l'Europa Non ha fatto dirottare lo 'storico' vertice della nuova partenza fra Europa e Africa come alcuni temevano ma non è neanche rimasta fuori dalla sala ovattata del summit, come prevedeva il programma ufficiale: la polemica sullo Zimbabwe dell'anziano presidente Robert Mugabe, 83 anni, da 28 al potere, è stata indubbiamente fino all'ultimo 'la' mina vagante del summit. Ieri era stato il cancelliere tedesco Angela Merkel a spezzare il silenzio dell'assemblea sul regime Mugabe, accusandolo di violazioni su larga scala dei diritti umani e di avere spinto verso il baratro economico il paese, sottoposto a sanzioni politico-diplomatiche dall'Unione Europea. A causa della presenza di Mugabe a Lisbona, il premier britannico Gordon Brown ha deciso di boicottare la riunione. "Danneggia l'immagine della nuova Africa" ha accusato. Altri europei, Manuel Barroso, Javier Solana, i premier di Olanda, Svezia e Danimarca, hanno poi anche loro, in termini più o meno diplomatici, sollevato il problema. Ieri Mugabe la cui presenza è stata imposta a Lisbona dagli africani, è stato difeso dal senegalese Abdullah Wade: "Le informazioni della Merkel sono inesatte" ha affermato.
"Europa arrogante..." Oggi, nella sessione conclusiva, lo stesso Muigabe, rimasto fino ad oggi impassibile, si è alzato ed ha replicato a muso duro accusando gli europei - e in particolare la Gran Bretagna e i quattro paesi che ieri l'avevano criticato - di "arroganza" e di non conoscere la situazione del suo paese. "La 'banda dei quattro' filo-Gordon Brown pensa davvero di conoscere lo Zimbabwe meglio degli africani?" ha ironizzato. "Ieri abbiamo sentito quattro paesi, Germania, Svezia, Danimarca e Olanda, criticare lo Zimbabwe per il mancato rispetto dei diritti umani". Questa "é l'arroganza che noi combattiamo" ha denunciato. Fonti del vertice hanno riferito però che nonostante la fiera replica in aula, la partita a distanza fra Mugabe e Brown potrebbe essere stata vinta dal secondo. L'attenzione della stampa mondiale si è infatti concentrata per giorni sullo Zimbabwe e sul regime autoritario del suo presidente. E lo stesso Mugabe sembra essere stato messo in un angolo durante il vertice.