Mugabe, l'uomo forte tra corruzione e diritti umani

Isolato dalla comunità internazionale e accusato di malgoverno e corruzione, Robert Mugabe continua a essere l’uomo forte dello Zimbabwe<br />

Milano - Isolato dalla comunità internazionale e accusato di malgoverno e corruzione, Robert Mugabe continua a essere l’uomo forte dello Zimbabwe, nonostante da febbraio condivida il governo con il leader dell’opposizione, Morgan Tsvangirai. Le organizzazioni per la tutela dei diritti umani accusano Mugabe di aver perseguitato e torturato gli avversari politici e di essersi appropriato degli aiuti internazionali destinati alle popolazioni del Paese. A suscitare scalpore fu, nel febbraio scorso, la festa faraonica per i suoi 85 anni con fiumi di champagne, montagne di aragoste e una torta da quasi un quintale. Al potere ininterrottamente da quasi 30 anni, nel giugno del 2008, Mugabe era stato eletto per la sesta volta presidente del Paese e nonostante la condanna internazionale per il voto-farsa: era infatti l’unico candidato al ballottaggio, dopo la rinuncia di Tsvangirai. La sua missione principale, ancora oggi, è di cacciare i bianchi dallo Zimbabwe a colpi di espropri e arresti.