Muggiano fa le ronde contro i furti d’auto

All’Istituto Melchiondi festini a base di alcol

Gianandrea Zagato

Quando a San Siro ci sono i concerti rock, loro si fanno sentire. Ma suonano un'altra musica, quella delle carte bollate. Sono i pasdaran del comitato per la difesa del verde «e dell'acustica» aggiungono. Vogliono che il quartiere continui a vivere, che ci sia partecipazione ma, dicono, «nel rispetto della tranquillità». E così passano le serate dei concerti insieme a tecnici del suono, lì a misurare che i limiti acustici non siano oltrepassati. Ma in zona 7 (Baggio-De Angeli-San Siro) è solo un problemino e per di più limitato a due, tre, massimo cinque passaggi estivi.
La vera protesta è per il traffico. «Noi, siamo prigionieri delle automobili», dicono all'unisono sia in via Valsevia che in via Marghera ovvero ai due poli estremi della zona. Questione che in via Valsevia è aggravata dallo spaccio della droga nell'area vicino alla chiesa e che in via Marghera è esasperata dai gruppi di avventori che disturbano fino a notte fonda: «Inutile allertare il comando dei ghisa. Quando arrivano davanti alla gelateria di Marghera danno multe a pioggia ma poi se ne vanno e tutto ritorna come prima».
Tutti sempre prigionieri, con l'optional di essere costretti ad assistere al mercato della droga. Accade a Quinto Romano, periferia ovest della zona 7, un'isola di palazzi costruiti nel verde: «C'è un viavai impressionante di tossici che vogliono procurarsi la “roba” e c'è il gruppo di spacciatori che, a ore prefissate della tarda mattinata e del tardo pomeriggio, offrono eroina, cocaina e altro». Mercato della droga che, di notte, in via Caio Mario è supportato dalla musica sparata da alcune discoteche e, attenzione, corse di automobili nelle vie del quartiere. Non va meglio a chi, verso Muggiano, ha ormai fatto il callo ai furti d'auto del fine settimana: addirittura, si racconta, di un gruppo di residenti che appena scende il buio si mette a guardia di cortili, palazzi e garage. Come dire: vigilanza autogestita ad appena un chilometro in linea d'aria da quel fortino dell'illegalità che è il villaggio dei rom. «Non rispettano niente e nessuno. Costruiscono abusivamente nell'area verde del parco e liti e aggressioni sono continue»: virgolettato che sunteggia i mattinali delle forze dell'ordine. Lamentele su lamentele di una periferia che resta senza regole. Se non ci credete andate all'Istituto Melchiondi, opera d’architettura super premiata, che nel weekend ospita gruppi di giovani dell'est per una due giorni all'insegna dell’alcol. I residenti, naturalmente, protestano e fanno pressioni sui politici «per una situazione insostenibile» ma le quarantott’ore restano un appuntamento fisso per gli habituées. E mentre i residenti non posso utilizzare né l'area di piazza Stovani né quelle Garibaldi e Betulle (impossibilità per i cittadini di fruizione da maggio a ottobre), le strutture per gli anziani di Baggio e di Quarto Cagnino non sono ancora operative. «Volontariato quale possibilità di riscatto per i meno fortunati», spiega don Franco osservando quelle palazzine piuttosto bruttine, decisamente malconce con tutto l'intonaco scrostato e i muri imbrattati, che circondano la sua chiesa. Immagine di una periferia a rischio, dove non ci sono «ragazzi di strada» da salvare ma c'è, comunque, un allarme da lanciare in questa zona dove si sta sporcando un pezzo di una Milano che esisteva e che non poteva essere una Milano da non amare.