Multa al bagnino «assenteista»: era in mare per salvare tre turisti

Agrigento, l’uomo si tuffa per aiutare degli inglesi in difficoltà, torna a riva e la folla lo applaude Ma lo aspettano i guardacoste

da Agrigento

Salvare ben tre vite umane e, come riconoscenza essere incredibilmente multati? Si, può succedere. Non è una burla di fine estate ma è quanto accaduto in un lido del litorale sabbioso di San Leone, rinomata località turistica di Agrigento, meta nel periodo estivo di migliaia di villeggianti. I dettagli della vicenda chiedeteli a Gerlando Gramaglia, di professione bagnino con alle spalle un buon bagaglio di esperienza ed in zona conosciuto da tutti come persona dedita al lavoro, scrupolosa e precisa.
Gramaglia è stato protagonista di un gesto eroico: ha salvato tre turisti inglesi che, sorpresi dalle onde e dall’improvviso peggioramento delle condizioni meteomarine, rischiavano di annegare a causa del vento e delle forti correnti che in quel momento imperversavano nello specchio di mare agrigentino. Con enorme fatica e grande generosità e mettendo a rischio la propria pelle, il bagnino di Agrigento, dopo aver portato uno ad uno a riva i tre turisti inglesi, non pensava affatto che avrebbe dovuto fare i conti con l’intransigenza della burocrazia. Pronta a punirlo perché, a causa del salvataggio, aveva per così dire sconfinato, abbandonando la sua abituale zona di competenza. Concluso il soccorso, dopo gli applausi della gente presente in spiaggia, i complimenti, i ringraziamenti e gli abbracci commossi dei turisti inglesi, Gramaglia stremato per la fatica e ancora orgoglioso per la riuscita del salvataggio ha trovato ad attenderlo, ad alcune centinaia di metri dalla sua postazione in cui ogni mattina svolge il suo servizio, gli uomini della Capitaneria di Porto Empedocle, comune a pochi chilometri di distanza da Agrigento. Loro non avevano raggiunto lo stabilimento balneare, gestito dal padre di Gramaglia, per congratularsi del salvataggio, ma per comminargli una multa pari a mille euro per aver abbandonato la sua postazione dove di norma svolge il suo servizio di bagnino.
Niente da fare, di fronte alla pignoleria della Capitaneria di Porto, impegnata ad effettuare dei controlli su tutto il litorale agrigentino proprio per verificare la regolare presenza dei bagnini. Le regole sono regole, a prescindere dai gesti eroici che possono valere tre vite umane. Di fronte a tanta inflessibilità, immaginate lo stupore di Gramaglia che mai e poi mai avrebbe pensato che dietro questo salvataggio si potesse celare un’infrazione da punire con mille euro di multa.
Magari, nessuno si sarebbe scandalizzato più di tanto, se al bagnino non fosse stata elargita la meritata ricompensa. Ma pagare pure di tasca propria per aver «invaso» una porzione di spiaggia non di sua competenza, evitando un probabile dramma, sembra un po’ troppo. Pare però che nei prossimi giorni si cercherà quanto meno di far prevalere il buon senso. Gramaglia con l’aiuto di alcuni testimoni è pronto a chiarire tutto, mentre la Capitaneria si è mostrata disponibile a «perdonarlo» e a cancellare il verbale.