Multa in bici, il giudice gli dà ragione

Due semafori passati con il rosso in sella alla sua bicicletta gli sono costati una bella multa, dieci punti in meno sulla patente e, per finire, una cartella esattoriale per un importo di 502 euro. Davvero una vicenda fastidiosa quella vissuta da Stefano Rossi, un geometra del catasto di 37 anni, che soltanto qualche giorno fa, due anni dopo il fattaccio, ha visto scrivere la parola fine da un giudice di pace che ha annullato la multa spropositata e illegittima.
Fino al 30 giugno del 2003 il giovane ciclista non credeva di rischiare così tanto pedalando per le strade della sua città. Lo scopre a sue spese quando viene fermato da un solerte poliziotto della stradale che lo sorprende mentre non si ferma al rosso di ben due semafori, due incroci su via Palmiro Togliatti. Incredulo davanti alla contestazione della violazione, Rossi si rifiuta di sottoscrivere il verbale. Che riporta fedelmente la dichiarazione del trasgressore: «Che me ne frega, tanto non pago e manco firmo». In realtà la multa il geometra finisce per pagarla, tanto per togliersi una rogna e non parlarne più. In realtà la vicenda non è che all’inizio. Il 23 marzo del 2004, infatti, il signor Rossi riceve una singolare comunicazione che lo informa di aver subito la decurtazione di ben dieci punti sulla patente per colpa di quell’infrazione in bicicletta. Incredibile ma vero. La vicenda, ovviamente, fa scalpore. Così, 24 ore più tardi, arriva un’altra comunicazione. Questa volta a scrivere all’avvocato Giacinto Canzona, che assiste il geometra, è il direttore della Polstrada, il quale si scusa per la svista e per il grave errore commesso. «L’inconveniente - si legge nella lettera - è dovuto ad un mero errore tecnico di inserimento elettronico dei dati relativi all’infrazione che si è provveduto immediatamente a sanare chiedendo all’Ufficio provinciale del dipartimento dei trasporti terrestri il reintegro del punteggio al suo cliente». Tutto finito? Niente affatto. Trascorso un anno, infatti, Rossi riceve una cartella esattoriale, sempre per la multa in bicicletta, che è un salasso: 502 euro. Questa volta Rossi decide di non fidarsi più delle promesse, e ricorre subito al giudice di pace, che qualche giorno fa gli ha dato ragione. «Ora il signor Rossi - commenta l’avvocato Canzona - aspetta solo di ottenere i danni per i molteplici e “recidivi” errori dell’amministrazione».