La multa in servizio permanente

Erano le tre e mezza del mattino, quando il commerciante all’ingrosso ha lasciato la macchina nel parcheggio riservato, all’ingresso di Portofino. Il tempo di cercare un bar aperto, prendersi un caffè, e rimettersi in viaggio. Tutto fatto in un quarto d’ora. «Caffè buonissimo, dolcissimo, che solo in piazzetta lo puoi gustare. Anche alle 3 e mezza del mattino. Che posto, che paradiso!». Illuso.
Sale in macchina, e s’accorge subito che c’è un foglietto bianco sotto il tergicristallo. Ma che foglietto? È una multa: divieto di sosta, ore 3 e 45.
«È una burla - pensa lui subito -. Ho capito: sono su Scherzi a parte». Difatti scende e si mette a gridare: «Dai, venite fuori, lo so che c’è la telecamera nascosta». Silenzio di tomba.
Allora il commerciante all’ingrosso (e pure nottambulo) torna sui suoi passi, riprende in mano la multa, controlla: tutto vero, è passato il vigile urbano e l’ha pizzicato nel posteggio a pagamento.
Inutili le proteste del giorno dopo, nella sede della polizia municipale: «Siamo tenuti a far rispettare la legge - spiega il comandante Cesare Visentini - ventiquattr’ore su ventiquattro. Senza sconti. Ci teniamo, noi, a mantenere sempre il pieno controllo della situazione».
Il multato protesta: «Ma possibile che ci fosse un vigile, a quell’ora della notte, magari appostato dietro un muretto, ad aspettare gli automobilisti da sanzionare?». «Se è per questo, i nostri agenti di polizia municipale sono sempre svegli» è la replica pronta del comandante. Che aggiunge: «A Portofino, i parcheggi sono pochi e sacri». E magari anche cari: 4 euro e mezzo l’ora, primato mondiale. Giorno e notte. Panda o Ferrari, non fa differenza. «Peggio della tassa sul lusso imposta in Sardegna dal governatore Soru - sbotta il commerciante -. Mai bevuto un caffè tanto amaro. Ne avevo già preso uno in autostrada, me l’avevano detto che troppi caffè fanno male. Ma a Portofino fanno anche peggio».