Multata dall’Antitrust la Regione penalizza utenti e consumatori

La Regione Lazio non utilizza in modo corretto i fondi che derivano dalle sanzioni inflitte dall’Antitrust.
Lo ha stabilito ieri il Consiglio di Stato accogliendo il ricorso presentato dal Codacons. E ora la Regione dovrà restituire 600mila euro indebitamente trattenuti.
Il Consiglio di Stato ha sospeso il decreto della Regione del 9 maggio 2007 nella parte in cui, invece di devolvere come previsto l’intera cifra di un milione e 200mila euro ad iniziative in favore dei consumatori, la Pisana ne aveva assegnato soltanto la metà alle associazioni di categoria, trattenendo per sé gli altri 600mila euro per sviluppare progetti preesistenti, come il portale dei consumatori e il numero verde della stessa Regione. Per di più incaricando una società per azioni, la Lait, che avrebbe utilizzato con scarsa parsimonia i fondi a disposizione. Come? Per esempio spendendo 385mila euro per assumere poche unità di personale da adibire a questi nuovi servizi. Che poi, come verificato dal Codacons, non erano proprio al servizio dei consumatori. Il numero verde, infatti, non solo non dava loro informazioni, ma rispondeva a tutti che il quesito sarebbe stato passato a un fantomatico comitato tecnico che avrebbe risposto dopo sette-dieci giorni.
L’associazione dei consumatori, così, dopo aver accertato anche che lo stipendio medio degli addetti al call center non era certo tale da giustificare una spesa di 385mila euro, ha impugnato di fronte al Tribunale amministrativo la delibera in questione eccependo che se la Regione può essere assoggettata a sanzioni da parte dell’Antitrust è assurdo poi che ad essa vengano restituiti i fondi delle multe varate proprio dalla stessa autorità.
Il Tar aveva rigettato la richiesta di sospensiva, ma il Codacons non si è arreso e ha fatto ricorso al Consiglio di Stato. Che ora gli ha dato ragione, contestando l’incarico affidato alla Lait. I giudici hanno stabilito che «gli interventi in questione possono essere realizzati o direttamente dalla Regione o in collaborazione con le associazioni dei consumatori». E l’intervento della società per azioni non poteva essere considerato intervento diretto della Regione.
«È stato ristabilito un sacrosanto principio per cui non può essere certo una spa con scopi di lucro a decidere interventi a vantaggio dei consumatori italiani - commenta il presidente del Codacons, Carlo Rienzi - ci auguriamo ora che la Regione voglia destinare anche questi 600mila euro ai cittadini. Se ciò non avverrà sarà inevitabile chiedere che la Corte dei Conti si rivalga nei confronti dei funzionari che hanno deliberato questo assurdo provvedimento per i danni subiti dalla collettività. La decisione sarà ora estesa a tutte le altre regioni d’Italia che si sono trattenute parte dei fondi derivanti dalle multe senza destinarli alle associazioni dei consumatori».