Multato per 9 secondi La tolleranza zero della telecamera Amt

(...) Inesorabile, la telecamera immortala infrazione e orario. Inesorabile il «personale Amt» inoltra il verbale, che la polizia municipale recapita dopo qualche mese all’automobilista. Totale 74 euro, più 10.54 di notifica a mezzo servizio postale. Per 9 secondi. Soprattutto 9 secondi che potrebbero anche essere cancellati o ribaltati nell’ipotesi in cui l’orologio della telecamera fosse in ritardo. L’automobilista deve guardare la strada o la lancetta dei secondi? E se altri orologi, compreso il suo, segnavano le 9 e 31? Il codice della strada prevede una tolleranza persino per gli autovelox, un 5 per cento che concede agli automobilisti di andare a 136 chilometri l’ora laddove il limite è di 130. Può starci l’errore dell’autovelox, del tachimetro montato sull’auto, un attimo di distrazione del guidatore. Tutto ciò non è previsto per le strisce gialle. Il personale Amt rileva, i vigili multano anche per 9 secondi. In caso di dubbio sulle ragioni del cittadino, la multa vale. E l’unica speranza sarebbe quella del ricorso al giudice di pace, che però costa, solo che di presentazione, più che la multa da pagare. E se anche venisse vinto dal cittadino, Comune, vigili o Amt non pagherebbero certo le spese. Se sbagliano loro, pazienza.
Il fuso orario di via Fillak
Nove secondi non bastano per assolvere il cittadino? Benissimo, la telecamera Amt vuole dimostrare di essere comunque al di sopra di qualsiasi regola spazio-temporale. Stavolta capita alla signora Marina, il 3 dicembre scorso, di passare all’interno della corsia gialla di via Fillak. Sono le 11.33, persino la segnaletica avverte che è vietato occupare quello spazio dalle 6.30 alle 10 e dalle 16 alle 20. L’automobilista stavolta non si sofferma sulla lancetta dei secondi, ha più di un’ora e mezza di margine. Niente da fare. La telecamera scatta, i vigili spediscono la multa a casa. La signora Marina va al Matitone, convinta che l’errore sia talmente lampante da vedere la «bolletta» finire in mille pezzi davanti ai suoi occhi. Se non proprio con le scuse del vigile, almeno con un’ammissione di errore. Macché. I vigili non ci possono fare nulla.
Anzi, l’unico modo per ottenere soddisfazione è quello di sbrigarsi a fare ricorso al prefetto, altrimenti scade anche questa possibilità. Così la signora Marina intanto paga i soldi della raccomandata con ricevuta di ritorno e aspetta. Aspetta già da un paio di mesi. Perché pur avendo ragione evidente nessuno è in grado di dargliela con certezza seduta stante. E la speranza è che almeno in prefettura qualcuno possa dire alla telecamera dell’Amt di aver sbagliato. Ovviamente senza la pretesa di dimostrare che la legge è uguale per tutti. Se sbagliano vigili o personale Amt, non pagano mai. Il cittadino sempre, forse anche quando ha ragione oltre ogni ragionevole dubbio.