Multato in bici a 9 anni, fa ricorso e vince

Aveva ricevuto una sanzione di 40 euro dopo lo scontro con un’auto in un parcheggio. Ma il giudice l’ha "assolto"

Pordenone - È stato multato a nove anni dopo essere stato coinvolto in un incidente contro un’auto mentre era in sella alla sua bici. La sua famiglia però fa ricorso e il ragazzino vince, dimostrando che la segnaletica non era chiara.

Succede tutto a Pordenone, dove i genitori del giovanissimo ciclista si sono opposti alla sanzione di 40 euro della polizia municipale e hanno vinto il ricorso davanti al giudice di pace.

La vicenda - riportata ieri da Il Messaggero Veneto - risale al febbraio 2007. Il ragazzino stava andando a scuola in bici per una via del centro di Pordenone quando si era scontrato con una macchina che si stava immettendo in un parcheggio. L’incidente era avvenuto nella striscia di asfalto compresa tra la carreggiata e gli stalli riservati alla sosta delle macchine. In occasione dell’incidente, che aveva procurato al bimbo una contusione, i Vigili avevano compilato il verbale di rito. Poi, poco più di un mese dopo, alla famiglia era arrivata la multa di 40 euro. Motivo: il bambino con la sua bicicletta aveva circolato fuori dalla carreggiata. I genitori, assistiti dall’avvocato Orsola Costanza, sono però riusciti a dimostrare che dove è avvenuto lo scontro nessun cartello impedisce alle bici di transitare. La multa - ha spiegato il legale della famiglia - avrebbe potuto essere contestata subito e poi «in quel punto la strada ciclabile si interrompe e non viene data la possibilità di un’alternativa.

La segnaletica orizzontale era sbiadita e quella verticale contraddittoria». Il ricorso «economicamente forse non valeva la pena - ha aggiunto l’avvocato - ma era una questione di principio. Il bambino era mortificato».

Ma i vigili si sono mostrati inflessibili: «L’età non c’entra» ha spiegato il comandante della polizia municipale Arrigo Buranel. Un bambino «è sempre un soggetto sulla strada. La legge prevede che se è minorenne la multa viene contestata a chi ha la patria potestà. Noi non possiamo omettere di fare questo perché altrimenti saremmo chiamati a risponderne». «Negli incidenti - si è difeso Buranel - noi contestiamo quelle che sono le violazioni del codice della strada a tutti i soggetti coinvolti. Questo è il nostro compito, poi il cittadino fa le valutazioni che ritiene. Non bisogna dimenticare che in questo contesto ci sono sempre questioni assicurative. Il giudice fa le proprie valutazioni, poi l’organo di polizia farà le sue quando leggerà il dispositivo e da quello valuterà anche se è il caso di disporre un ricorso alla magistratura ordinaria. Non entriamo nel merito».