Multe di 500 euro ai minorenni sorpresi a tatuarsi

Dopo gli alcolici, i tatuaggi. Tempi duri per i ragazzini milanesi che provano a farla franca. Presto se verranno scoperti dai vigili a farsi imprimere un segno indelebile sulla pelle o a farsi infilare un piercing senza il placet di mamma o papà, o disporranno di una paghetta all’altezza della multa - 500 euro - o dovranno vuotare il sacco con i genitori. E saranno guai, non basterà coprire il tatoo con le maniche del maglione. Prima è venuta l’ordinanza firmata dal sindaco Letizia Moratti che punisce gli under 16 sorpresi a alcol all’aperto. Adesso i minori di 18 anni dovranno pensarci bene prima di scegliere rose, serpenti o ideogrammi cinesi. Nel nuovo regolamento approvato ieri dalla giunta comunale per disciplinare le attività di acconciatori, estetisti e centri massaggi sono inserite per il momento solo le sanzioni nei confronti dei tatuatori, ma «stiamo studiando la modalità per estenderle anche ai giovanissimi, soprattutto a tutela della loro sicurezza». É questione di tempo, avverte l’assessore alle Attività produttive Giovanni Terzi, e ne passerà molto, pare di capire, prima che la volontà si traduca in un documento firmato da lui o dal sindaco.
La multa di 500 euro per il tatuatore (che già rischia una condanna per lesioni volontarie come ha stabilito la Cassazione), arriverà a breve anche al giovane che si fa tatuare o mettere un piercing senza l’autorizzazione scritta dei familiari. «É giusto che i giovani siano informati sulle criticità che derivano da un tatuaggio o un piercing in tenera età - sostiene Terzi - e la multa è un modo per avvertire i genitori».
Il nuovo regolamento impone inoltre una stretta per i centri massaggi, i laboratori di acconciatura e i saloni di estetista, imponendo agli esercenti la registrazione alla Camera di Commercio e il possesso di certificati di abilitazione professionale. Ogni violazione sarà punita con una sanzione dai 250 ai 5.000 euro e, nei casi più gravi, anche con la sospensione o il ritiro della licenza. Il vicesindaco di Milano Riccardo De Corato ha ribadito come questo tipo di esercizi siano sempre più gestiti da stranieri e che dietro molti centri massaggi si nascondano vere e proprie case di appuntamento. In città «risultano in attività 388 centri massaggi - fa presente -, quindici anni fa erano solo 4. E nel 2010 si sono registrate 117 nuove aperture, circa una ogni 48 ore. Una proliferazione che spesso ha nascosto attività di prostituzione». Con questo regolamento, continua De Corato, «vogliamo colmare un vuoto normativo e cercare di arginare un fenomeno che, a causa delle liberalizzazioni, ci è sfuggito di mano».
Gli importi delle multe per gli esercizi di estetista, centri benessere e affini sono variabili, si va dai 1.032 euro per la mancata presentazione della Segnalazione di inizio attività prevista per legge ai 2.582 euro per chi esercita senza i requisiti professionali, dai 309 euro per chi non espone orari di apertura e tariffe ai 500 euro per il mancato rispetto dei requisiti igienico-sanitari dei locali. «Finora - ha spiegato Terzi - non riuscivamo a dare sanzioni pur in presenza delle norme della Regione perché mancava un regolamento del Comune e le eventuali multe potevano essere impugnate con ricorsi. Ora possiamo farlo».