Multe anti-lucciole,

Quando hanno sentito le parole d’approvazione - fuori programma - del ministro delle Pari opportunità, hanno reagito con un sorriso di soddisfazione e di sollievo, il sindaco Moratti e l’assessore Moioli.
Ed è stata un’«alleanza» cementata da una solidarietà tutta al femminile, quella siglata ieri a Palazzo Marino contro lo sfruttamento e la violenza sulle donne e per la sicurezza. Un patto firmato nella più importante città italiana amministrata da un primo cittadino donna, in coincidenza con la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Fra il sindaco Letizia Moratti e il ministro Carfagna.
Il ministro ha scelto Milano per presentare la «scatola rosa», un dispositivo satellitare in grado di rilevare e trasmettere i segnali di pericolo lanciati dalle auto delle donne alle forze dell’ordine. E ha scelto, a Milano, di difendere i provvedimenti adottati dal Comune per reprimere la prostituzione sulle strade. In particolare l’ordinanza che stabilisce una multa di 500 euro tanto per le lucciole che esercitano nei luoghi pubblici, quanto per i clienti.
Il provvedimento del Comune contro la prostituzione - ha detto il ministro per le Pari opportunità - «anticipa il mio disegno di legge che prevede che la prostituzione diventi reato in luogo pubblico e colpisce con la medesima sanzione sia chi la esercita sia chi si avvale della prostituzione».
«Noi consideriamo le prostitute non come delle colpevoli, ma come delle vittime - ha aggiunto il ministro - però per ridurre e contrastare il fenomeno c’era bisogno di un impianto normativo che fosse fortemente deterrente. Da qui la motivazione per cui oltre la multa è previsto anche l’arresto da 5 a 15 giorni, sia per i clienti che per le prostitute».
Milano è una città a rischio per le donne. Lo dicono le statistiche. Ma - ha detto il ministro - «è amministrata da una donna come Letizia Moratti, che ha dimostrato, oltre che grande competenza, anche grande sensibilità su questi temi». Un’intesa particolare, quella fra il ministro e il sindaco.
Accanto a loro un’altra donna, l’assessore alle Politiche sociali Mariolina Moioli, incaricata di metter mano agli interventi di prevenzione e recupero per i trasgressori dei provvedimenti, contro il cui carattere repressivo hanno polemizzato diversi operatori del volontariato, anche cattolico: «La repressione non risolve niente - hanno attaccato Don Mazzi e Don Colmegna - il Comune fa cassa colpendo i più deboli».
Ma il Comune va avanti con la sua linea di repressione del fenomeno e di intervento sulle sue radici, e ora incassa il sostegno importante del ministro.
«Da quando sono in vigore le ordinanze - ha detto pochi giorni fa il vicesindaco Riccardo De Corato - si sono dimezzate le prostitute sulla circonvallazione cittadina». De Corato, poco più di dieci giorni dopo l’entrata in vigore delle misure, ha parlato di 40 provvedimenti sanzionatori emessi ai danni di lucciole e clienti (500 euro, 450 se si decide di pagare entro i primi 5 giorni).
Le prime conseguenze negative, semmai, sono state segnalate dai sindaci dei Comuni limitrofi, che hanno rilevato uno spostamento delle prostitute all’interno dei loro territori.